Ah, io non mi offendo di sicuro
Su Isolate ho scritto qualche giorno fa questo track bytrack, ve lo posto anche qua:
A Darkened Mind: una delle migliori opening tracks che io abbia mai ascoltato negli ultimi anni; inizio decisamente dreamtheateriano, e poi la grande apertura che lascia la scena alla superba voce di Eriksen, autore su tutto il disco di una prova maiuscola. Credo sia la traccia pi? vicina come stile all'esordio di The First Chapter. Ritornello killer, e struttura dinamica, ricca di cambi di tempo, semplicemente meravigliosa.
Abyss: intro cattivissima, si viaggia su binari cupi ai quali non eravamo certo abituati con i CM; refrain orientaleggiante con inserti di voce filtrata, molto suggestivo. Il resto della track ? melodico quanto basta, e piacevole, forse pecca un p? di linearit?.
Wither: tacciata agli inizi da molti come traccia debole del disco, a me Wither piace da matti, perch? offre la versione "intimista" di Eriksen ed io adoro quella sua tonalit? cos? simile al miglior Geoff Tate ma subito pronta a salire verso picchi che pochi possono permettersi nel prog-metal. Traccia delicata, punteggiata da inserti di pianoforte, e con un ottimo lavoro in appoggio di chitarra e basso. Mi piace molto anche il solo finale, perfettamente omogeneo al brano.
Sane to More: eh, qui siamo in territori nei quali i CM sguazzano come allegri pesciolini. L'unisono di tastiera e doppia cassa introduce ai vari virtuosismi di Haugen e Finbraten, mentre Truls compie il suo egregio lavoro dietro le pelli. L'avrei voluta pi? lunga, ma anche cos? ? libidinosa.
Arrival of Love: sembra il seguito ideale di Glory of the Empire, o almeno questo ? il pensiero del sottoscritto; track molto orecchiabile ma non per questo semplicistica; Eriksen compie la solita prova sopra le linee, alternando acuti devastanti a parti pi? canoniche. Traccia che dimostra ancora una volta come i CM non abbiano perduto il gusto per la melodia, anzi.
Zero: altro pezzo dalle tinte oscure, con una intro suggestiva guidata dal piano del solito Finbraten e da interessanti effetti di echi lontani, che sfocia poi in una ballad dal sapore malinconico con un solo di chitarra centrale da brividi, che arriva dritto al cuore dell'ascoltatore. E pensare che in molti lo hanno definito anonimo, in giro per la rete..mah.
Mouth of Madness: ed eccoci alla suite dell'album, che accorcia i devastanti 19 minuti e rotti della faraonica The First Chapter senza per? diminuire in efficacia. Anche qui atmosfere decisamente cupe, si gioca su accordi oscuri e su numerosi richiami allo stile dei Symphony X. Bellissimo il break di rullante e chitarra a met? brano, che introduce ad una sezione strumentale con tanto di cori epici davvero riuscita, con la batteria di Haugen che insegue in controtempo i riff del fratello. Forse un paio di minuti in meno avrebbero dato ancor pi? spessore ad una suite comunque riuscitissima.
From Childhoods' Hour: pezzo che inizialmente non mi aveva convinto pi? di tanto ma che adesso ? diventato tra i miei preferiti; il sapore AOR, che i CM avevano dimostrato di avere ben presente nel loro songwriting gi? in TFC, gioca un ruolo importante in questo sublime brano, soprattutto nel ritornello, che gode di una interpretazione splendida di Eriksen, e nel quale si avverte anche un richiamo alla melodia dei grandi TNT, gruppo verso il quale i CM non hanno mai nascosto la loro devozione.
Ultimate Sacrifice: traccia finale di questo Isolate, l'unica assieme a Mouth of Madness ad avere un minutaggio pi? consono a canzoni tipicamente progressive. Ultimate Sacrifice ? una sorta di bignami di quello che i CM rappresentano attualmente sulla scena prog internazionale: un perfetto mix di melodia, epicit?, metal che rende l'ascolto molto pi? appetibile rispetto ad altre band magari pi? ostiche ma che non ? mai banale o gi? sentito, nonostante i brani siano spesso tremendamente orecchiabili e facili da ricordare.
In conclusione vorrei essere un p? pi? severo di quanto non lo fossi stato dopo i commenti entusiastici dei primi giorni di ascolto di questo Isolate: il disco ? un gran bel disco, che evolve quanto fatto sentire in TFC, senza per? rinunciare ai marchi di fabbrica ormai tipici del gruppo, rivisitati per? in chiave pi? cupa. I CM hanno il grande merito di aver saputo cosruire un prog-metal che non ha bisogno di tracce lunghissime colme di virtuosismi assurdi, perch? hanno il prezioso dono del saper scrivere ottime melodie, che pescano ora dalla tradizione hard rock o AOR, ora dal power o dal metal neo-classico, unendone i lati migliori. Per?, alla fine della fiera, mi aspettavo di pi?: e mi aspetto un terzo album con una personalit? ancora pi? spiccata. La strada ? quella giusta, perch? i CM hanno grandi capacit? di scrittura e sanno assorbire e rielaborare le pi? disparate influenze, ma c'? forse bisogno di osare di pi? e, soprattutto di evitare quella strada power-prog che, ultimamente, ? diventata per molte band anche sinonimo di appiattimento sonoro. Questo ? solo un avvertimento, perch? ribadisco che Isolate ? a mio avviso un passo avanti a tutti gli effetti rispetto a TFC, che forse colpiva di pi? per la pomposit? degli arrangiamenti e per la grande quantit? di sezioni strumentali, ma pagava pesantemente dazio in termini di freschezza a gruppi storici del genere; Isolate invece rinuncia in parte a quegli schemi, accorcia i brani, incupisce le tematiche ed il sound, ma non trascura n? la fruibilit? dei brani n? la cura maniacale per ogni loro sfaccettatura. Isolate ? un secondo novo punto di partenza, per una band che pu? soltanto crescere e che ?, ormai, tra i riferimenti primari del prog-metal mondiale.