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Roy Orbison

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Messaggioda nic73 il mer dic 10, 2008 3:48 pm

ciao,
chi era ?

Bruce Springsteen Introduce Roy Orbison nella Rock 'n' Roll Hall of Fame
21-02-1987 Waldorf Astoria Hotel, N.Y.C.
"Una calda notte estiva del 1970 viaggiai per quindici ore nel retro di un camioncino per aprire un concerto di Roy Orbison al Music Fair di Nashville. Nel 1974, appena prima di entrare in sala di registrazione per le sessions di Born To Run, ascoltavo Duane Eddy e la sua chitarra, ascoltavo una collection di dischi prodotti da Phil Spector, ma soprattutto ascoltavo un'antologia di Roy Orbison, His All-Time Greatest Hits. Mi sdraiavo sul letto al buio con le sole spie dello stereo accese e lasciavo che i suoni di Crying, Love Hurts, Running Scared, Only The Lonely e It's Over riempissero la mia stanza. A volte il r&r sviluppa un senso di comunità e amicizia, ma per me le ballate di Roy Orbison avevano più significato se ascoltate in solitudine e nell'oscurità.
Roy modificò la convinzione generale che per avere un hit bisognasse scrivere strofa/refrain/strofa/ refrain /bridge /strofa/refrain in successione. I suoi arrangiamenti erano complessi, avevano ritmi e movimenti come quelli di un'opera lirica; i suoi testi erano il lato oscuro delle favolette pop, davano i brividi, e la sua voce aveva un tono incredibile.
Roy Orbison sembrava provenire da un altro pianeta, proprio come i grandi rockers, e aveva l'abilità di cogliere il significato delle cose più piccole, quelle che giungevano diritte al cuore; fu con quelle armi che mi aprì la mente, facendomi credere che la cittadinanza del New Jersey dove ero cresciuto fosse grande quasi quanto la sua musica. Ricordo sempre il momento conclusivo di It's Over, quando tocca una nota incredibile, da fine del mondo. Io ero sdraiato sul letto, giurando a me stesso che non sarei più uscito, né avrei mai più parlato con un'altra ragazza. Proprio in quel momento la puntina saltava indietro alla prima canzone e..."pretty woman, I don't believe in you, you're not truth, no one would look as good as you...". E fu in quel momento che io capii..... Oggi porto i suoi dischi con me quando sono in tour, ricorderò sempre ciò che Roy significò quando ero giovane e avevo paura di amare. Quando entrai in studio per registrare Born To Run, nel 1975, volevo costruire un disco che avesse i testi come quelli di Bob Dylan e suoni come nelle produzioni di Phil Spector, ma soprattutto volevo cantare come Roy Orbison. Ora tutti sanno che nessuno è capace di cantare come Roy Orbison".


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Ero in piedi, al lato del palcoscenico, e pensavo che Bruce Springsteen dicesse, nel suo discorso: "Signore e signori, da-da-da..." E invece attacca quel discorso su di me e sulla mia musica e su come ne era stato influenzato. E io mi scioglievo mentre diceva quelle cose davanti a tutti. Ero davvero commosso.
Sentivo che il mio lavoro era stato riconosciuto, quella sera, aveva una ragione di essere. "Valutato" è il termine esatto. Almeno quella sera, in quella sala.

Roy Orbison


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Ero rimasto tranquillo fino al momento in cui Bruce salì sul palco per il discorso. Poi disse quelle cose. Le aveva scritte, così gli chiesi:"Posso portare a casa il foglio?".

Roy Orbison



...un grandissimo voce strepitosa e grande umiltà,
con dylan, petty e harrison ha formato i traveling wilburys.

http://it.youtube.com/watch?v=liS8OGeWI ... re=related
http://it.youtube.com/watch?v=sHtQCUOr4lw
"what ever gifg God gave me, for what ever reason, i've used it to its full potential" j. Porcaro

Perché in un disco o in una canzone cercavamo la corrispondenza che la vita spesso non poteva darci: "Amo ancora il rituale di andare a cercare dischi in un negozio di dischi, anche se stanno chiudendo ormai quasi tutti" dice Malin. "Adoro il desiderio di far compere lì dentro e avere attorno degli sconosciuti che sono anche loro in cerca di salvezza". Già, perché si può sperare di trovare la salvezza anche in una canzone rock.
J. Malin
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Messaggioda IlGiovaneIko il mer dic 10, 2008 6:04 pm

Roy Orbison singin' for the lonely
hey, that's me, and I want you only
don't turn me home again
I just can't face myself alone again

don't you run back inside, darling
you know just what I'm here for...
Nell'eterna lotta tra panza e bottoni, vince sempre la panza.
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http://www.youtube.com/watch?v=NP5_CJg7oKQ

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