teonzo ha scritto:pienamente d'accordo... la tecnica conta poco per fare un buon batterista... un batterista non dedve esprimersi con la tecnica ma con l'anima, ? da quello che si distingue un ottimo batterista da un bravo batterista....
Non son daccordo: tutto dipende da cosa si intende per "tecnica" (questa disquisizione alla fine ? pura folosofia!

), e a mio parere il timing, la precisione dei colpi ecc *? tecnica*; infatti poi parli di distinzione tra uno bravo e uno ottimo, non tra una pippa e uno bravo!
La tecnica ? fondamentale ... ma ovviamente se ci si limita a quello non si va da nessuna parte! La tecnica ti da i mezzi per eseguire bene, con precisione, timing, dinamica ecc ecc un determinato fill/ritmo/accento ecc ecc, il resto ha un altro nome: gusto ... se non lo hai e non cerchi di svilupparlo non vai da nessuna parte!! Perch? a parit? di "buon" gusto un batterista con una buona tecnica risalta! Perch? sa unire semplicit? e raffinatezza, sa tirar fuori il proprio suono e il proprio tocco da un semplice colpo sul rullante, sa essere giusto al momento giusto ... e spesso il gusto non basta, perch? il non possedere tecnica ti mette nell'impossibilit? di esprimere il tuo gusto, ma ? anche vero che se non cerchi di entrare nel brano la resa ? comunque infruttuosa.
Un esempio di un batterista capace di coniugare entrambe queste cose? Gavin Harrison ... ci son dei fill nell'ultimo album dei Porcupine di una semplicit? disarmante e allo stesso tempo di effetto! Poi possiam citarne tanti altri, ovvio ... ma ribadisco il concetto: non serve fare crociate contro la tecnica, la tecnica ? fondamentale, ma non ? l'unica cosa da coltivare: dobbiam ricordarci che il nostro apporto ? "una parte" di una cosa chiamata "canzone" ...
Aggiungo: qualcuno ha citato due estremi: Thomas Lang e Ringo Starr ... il primo ovviamente lo si sente solo su video educativi, seminari ecc ... mi pare sia normale: han scovato questo ragazzo tecnicamente dotato come pochi, ovvio che i suoi produttori cerchino di farlo fruttare in tal modo, e che ogni brano che esegue sia una cosa iper-ultra-stra-mega complessa ... deve far quello! Questo per? non ci dice se Thomas ? un batterista in grado anche di calarsi in un brano ... arriviamo invece a Ringo: ? uno di quei "punti di rottura", ovvero arriva e stravolge lo strumento ... e lo fa con semplicit?, anche perch? non sa suonare diversamente; ricordiamo per? che la batteria ? uno strumento abbastanza giovane, e al periodo eran ben pochi i batteristi che arrivavan alla batteria dal nulla, eran principalmente ex-marcisti ... quindi il suo approccio era qualcosa di nuovo, unico, al punto che una marea di batteristi lo imitavan gi? dalla fine degli anni '60: Bonzo e Paice ad esempio (Paice ammise di suonare con il french grip anche sulla destra invece che con il traditional proprio per imitare Ringo!) ... con questo non voglio togliere meriti a Ringo, assolutamente, ma mi sembra lapalissiano dire che se ascoltassimo *oggi* uno con il suo approccio alla batteria non ci farebbe ne caldo ne freddo ... faceva effetto *allora*, visto che era qualcosa di nuovo e fa effetto oggi, perch? a distanza di tutti questi anni suona comunque cos? moderno ... basta, per ora mi fermo, altrimenti non mi fermo!
