da drummer15 il ven mag 27, 2011 1:09 pm
Personalmente sono parecchio stufo di leggere tutti questi luoghi comuni e generalizzazioni. Perché non si riesce a prendere le cose per quello che sono? Quando leggo che Portnoy è niente di che mi chiedo se qualcuno l’abbia mai ascoltato davvero suonare. Non vi piacciono i Dream Theater? Non vi piace Portnoy? Benissimo. Banalizzare però le cose fatte dal gruppo newyorkese e soprattutto quello fatto da Mike negli anni è bestemmiare. Perché in ogni caso si tratta di un batterista che non solo ha influenzato chissà quanti altri batteristi (anche famosi, e basta guardare come fossero entusiasti di sostituirlo tutti i 7 interpellati dai Dream Theater), addirittura interi gruppi, ma che anche sa e ha sempre saputo suonare, e bene, molto bene, le sue cose. Poi si sa, anzi, lo sa lui per primo che do tecnicamente migliori di lui ce ne sono molti (tutti i suoi 7 papabili sostituti, per dire), ma quanti sanno suonare bene quanto lui le sue cose? Poi non riesco a capire come si fa a elogiare Lars Ulrich e a denigrare Portnoy. Se volete sapere la mia (per quanto poco interessante possa essere), Portnoy è la versione bella di Ulrich, nel senso che, pur essendo magari tecnicamente meno dotato di altri batteristi dello stesso filone, è riuscito a venire fuori e a primeggiare anche singolarmente e non solo perché è stato parte del gruppo di punta del genere. E, in ogni caso, la sua preparazione e professionalità non sono mai venute meno, cosa che, per come suona live il danese dei Metallica da un bel po’ di tempo a questa parte, in Lars sono latitanti da un pezzo. Lars Ulrich parecchie volte dal vivo è imbarazzante per come suona, e c’è da dire che suona brani che, teoricamente, prova e riprova da 30 anni anche. La grinta conta relativamente se poi si suona male. Ma siccome far le linguacce mentre si suona tira più che suonare bene allora ok. Figuriamoci Portnoy che mostro è allora se riesce a fare le linguacce e a suonare pure bene. Comunque il batterista metal migliore, così come quello migliore in sé, non esiste. Si può dire che ce ne sono di più bravi tecnicamente di altri, che interpretano meglio un genere rispetto ad altri, ma un migliore in generale è impossibile stabilirlo perché non esiste. Al massimo si può parlare di quello che preferiamo singolarmente. Personalmente se dovessi puntare su uno ora direi Gene Hoglan per la solita miliardata di motivi. Ma ce ne sono tantissimi di fenomenali, per dirne uno John Tempesta, oppure uno che forse passa inosservato a quelli che vivono per l’ascolto di casse sparate a mille, Scott Travis dei Judas Priest. E potrei elencarne un’infinità.