da martino84 il mer nov 11, 2009 12:58 pm
io penso che la competizione serva, come tutte le cose, ma deve essere controllata.
se lo è allora si può prendere l'oggetto della competizione come uno spunto costruttivo per migliorare, accettando i propri limiti e a volte magari anche mandando giù il boccone amaro.
una volta che uno accetta la cosa, allora può davvero rimboccarsi le maniche e migliorare.
è una scuola continua, e la cosa bella dell'arte (non solo musica quindi) è che quando uno arriva a un livello alto, può sempre considerarsi un eterno allievo, attingere da quelli bravi nuove cose, perché tutti siamo diversi e tutti dobbiamo apprendere un po' da questo e un po' da quello.
la competizione quindi io trovo che serva, in quanto è la scintilla che fa scattare la fiamma del miglioramento.
molto spesso però la gente la prende come una sfida e allora si perde il senso positivo della cosa.
ricordo un'intervista con "el negro" hernandez e giovanni hidalgo dove gli veniva posta la domanda se tra loro due c'era competizione, e molto onestamente hernandez ha risposto che un po' di sana competizione c'è sempre.. e io sono d'accordo, è nella natura umana essere competitivi, proprio perché se vista come uno stimolo a migliorare è estremamente positiva!
la difficoltà tuttalpiù è quella di renderla "sana" e non "malsana".