vengo giusto giusto a rompere le uova nel paniere, essendo anche io come ginger solo un 23 quasi 24 enne che non ha potuto vivere da dentro questo intenso periodo.
Mi sembra quantomeno eccessivo paragonare i gruppi prog italiani ai gruppi prog stranieri.
Per quanto riguarda le capacit? tecniche ed espressive nulla da dire, ma io in un disco cerco sempre il "mai sentito prima" o comunque il tocco che ha modificato il genere. E questo lo sento con i soliti nomi: king crimson, van der graaf, yes, genesis, soft machine, camel (gi? in maniera minore) e pochi altri.
In germania il prog invece ? stato inteso in maniera diversa e da l? ne ? venuto fuori un genere a parte. In italia? in italia hanno copiato a spada tratta, come dicevo, niente da togliere al lato "musico-espressivo", ma di innovazione 0. Detto questo anche a me piace comunque ogni tanto ascoltarmi un bel disco proghettone italiota ma....alla lunga a mio parere dicono poco. A parte le gemme logicamente (storia di un minuto PFM, omonimo del banco, felona e sorona delle orme, e cosucce sparse degli altri gruppi inferiori). Il prog purtroppo ? un genere che invece che andare avanti e svilupparsi si ? chiuso nel barocchismo estremo che ne ha poi decretato la fine. Cosa non successa con la new wave venuta immediatamente dopo, e neppure con il primo punk. Infatti il punk adolescenziale adesso ? la moda, la new wave di oggi ? invece un'evoluzione della vecchia new wave e dell'indie degli anni 90 inizio 00.
edito: MI ERO DIMENTICATO GLI AREAAAAAA. Uno dei pi? grandi gruppi italiani e non solo, di sempre!!! quelli si che hanno anche innovato cazzarola! e a suo modo anche alan sorrenti inserendo del mediterraneo nel prog.