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Paolo Fresu Quintet

MessaggioInviato: dom dic 17, 2006 11:48 am
da Pippo
Ieri sera hanno fatto un bellissimo concerto nell'Auditorium comunale, stipato di gente. I cinque erano tutti in gran forma, con un Fioravanti, per noi tamburai, inarrivabile. Per la cronaca, Ettore ha suonato con la Tamburo Studio TSB Jazz del club e con i suoi piatti, tra cui un "Firma" di Tronci/UFIP che ? una bellezza. Usa le bacchette Jack DeJohnette Signature.

Anche quest'anno l'Onyx Jazz Club di Matera ha organizzato la classica "tre giorni natalizia" col PFQ cominciando con il seminario di musica d'insieme con i vari membri del gruppo (noi abbiamo suonato con Attilio Zanchi, bassista spettacolare) e chiudendo col concerto dei gruppi venerd? sera e quello del quintetto sabato.

A parte il valore artistico, i cinque sono ottime persone con le quali c'? ormai un rapporto di amicizia e stima data la lunga conoscenza (con PF ci conosciamo da vent'anni). Ieri notte, davanti ad una birra, con Ettore ed Attilio abbiamo disquisito lungamente sui meglio batteristi del momento: in finale sono arrivati Joey Barron e Bill Stewart; secondo Ettore, Barron ? il meglio del meglio. Io mi accontenterei di suonare come Stewart... 8)

MessaggioInviato: dom dic 17, 2006 11:58 am
da Giovanni Gamberini
Cito me stesso da altro topic...


Fresu l'ho sentito recentemente a Bologna alla Cantina Bentivoglio e mi ha deluso (non solo me: stesso parere da tutti gli altri musicisti che erano l? e con cui ho scambiato un'opinione dopo il concerto). Forse era la classica "serata no" che quando capita non puoi farci niente, comunque nei pochi momenti buoni sembrava una buona imitazione di Miles Davis (sia quello lirico e "acustico", sia quello "elettrico" alla Bitches Brew), e nei momenti meno buoni sembrava una brutta imitazione di Miles. Tutto qui. Lo stesso Fioravanti (un grandissimo) faceva catene di poliritmi alla Tony Williams, ma sembrava poco convinto, e gli altri ad un certo punto andavano fuori. I soli non erano convincenti, e persino i temi non erano memorabili. L'unico che secondo me ha "tenuto botta" egregiamente ? stato il bassista (Bonaccorso), solido, presente ed affidabile. Ovviamente il pubblico meno esperto era in visibilio. Fresu ? "figo", alle donne piace (locale stracolmo), e gli uomini che le accompagnano - si sa - non hanno il coraggio di dire la propria per non andare in bianco. Va b?, c'est la vie...

Fresu in trio con Salis e Di Castri era tutta un'altra cosa (molto pi? "vivaci" ed originali).

MessaggioInviato: dom dic 17, 2006 12:07 pm
da Pippo
Si, l'avevo letto. Che ci vuoi fare, capita.
A dire il vero io l'ho sentito dal vivo un sacco di volte e non ho mai riscontrato problemi seri. Anche ieri sono usciti un paio di volte ma hanno recuperato subito (non se ne ? accorto praticamente nesusno). D'altro canto, se ascolti i live at the Plugged Nickel del Miles Davis Quintet, noterai che anche quei cinque mostri ogni tanto vanno fuori, ma sono talmente bravi...

MessaggioInviato: dom dic 17, 2006 12:28 pm
da Giovanni Gamberini
L'avevi letto? Dove? Riguardo alla serata di Bologna o sul gruppo in generale? Quindi quell'impressione non l'ha fatta solo a me e a pochi altri imbecilli.

Sul quintetto di Miles al Plugged Nickel: converrai che quello era "l'originale", su cui ora molti grandi gruppi si "cimentano" (Fresu, Gatto, Tamburini). Andare fuori s?, andare fuori no: ben venga l'andar fuori (c'? chi lo rinfaccia come difetto ad Elvin Jones, e persino al free jazz!!!), ma quando la performance ? stellare ed infuocata, innovativa e creativa. Anche i Led Zeppelin "andavano fuori", ma non scarterei un solo bootleg di quelli che ho sentito.

MessaggioInviato: dom dic 17, 2006 1:26 pm
da Pippo
Mi riferivo al tuo post nel thread sul concerto dei Pooh... Comunque per "andar fuori" intendo cannare la sequenza della struttura, insomma sbagliare :P , ma per il resto sono d'accordo con te...

MessaggioInviato: dom dic 17, 2006 3:02 pm
da Fischer344
Sono d'accordo con Fioravanti !
Pieni voti a Joey Baron

Come di lui (Baron): il mio drumming piace perch? per capirlo non devi conoscere la storia della musica !

L'ho scoperto con Masada di John Zorn e dal giorno mi ha entusiasmato e aperto gli occhi come mai nessuno prima.

Nell serata del 1999 al Tonic di New York anche lui per un attimo aveva perso il filo.