da Giovanni Gamberini il ven gen 19, 2007 6:31 pm
Grazie Mario. Grande Max... L'hip-hop non poteva essergli estraneo, n? musicalmente n? "ideologicamente" o socialmente, se pensi che ESATTAMENTE come il bebop, il rap/hip-hop ? stato un modo degli afroamericani (spesso i pi? emarginati) di riaffermare la propria forte identit? culturale, e di riutilizzare materiale musicale gi? noto in maniera nuova, rivoluzionaria: per i boppers, gli standard da rivedere, mascherare, trasformare, accelerare, de-zuccherare... per i rappers, i dischi famosi usati facendo lo scratch, o campionandone i groove etc. Oltretutto entrambi i movimenti sono esplosi nella stessa citt?, New York.
Nota a margine: tempo fa, di Max Roach avevo solo dischi degli anni '40, '50 e '60, quindi conoscevo il Max "jazzista" e l? lo collocavo; ad un certo punto ho trovato un doppio cd con la registrazione di un concerto improvvisato in duo con Dizzy Gillespie a Parigi nel 1989, anniversario della Rivoluzione francese. L? per la prima volta mi ? parso di sentire in Max Roach il link diretto con il funk e l'hip-hop. E' stato un precursore, un grande caposcuola, ma anche un anello di una lunga e fortissima catena.
Vai a spiegarlo ai fans di Giggggggggggi D'Alessio...
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