Personalmente, non avendo il coraggio di uccidere neanche una formica, mi spaventa il gesto di puntare un oggetto che poi ferisce e/o uccide un animale, vederlo cadere a terra esanime mi metterebbe fuori gioco psicologicamente per sempre.
Comunque, la caccia che raccontava Mario Rigoni Stern dei suoi libri, del rapporto rispettoso con la natura e di preservazione degli ambienti naturali, mi ha sempre affascinato, e mi piacerebbe che la caccia fosse quella.
Personalmente abolirei la caccia in pianura, fatta di battute con animali indifesi, liberati poche ore prima, o di lepri che hanno pochissima via di scampo, in 10 persone le inseguono, con i cani, e raffiche di fucili le straziano senza un minimo rapporto di "parità" uomo/preda.
La caccia vera, secondo me, è quella nei boschi, facendo attenzione naturalmente ai luoghi ed alle modalità, dando pochissime licenze e permettendo magari solo ai residenti la pratica, in numeri controllati e con severo controllo delle zone e dei cacciatori.
A quel punto la caccia sarebbe di mantenimento e controllo del numero dei capi, abbattendo in maniera programmata e controllatissima.
In realtà, tuttoggi, sembra sia così, ma resta la caccia in pianura, che reputo alquanto inutile, personalmente.











