da Van Loon il sab ott 21, 2006 11:56 am
Dissento da chi sostiene che nella canzone d'autore la musica sia subordinata alle parole. E' una regola che poteva andare bene 30 anni fa e anche pi?, ma gi? dagli anni 80, la maggior parte dei cantautori inizia a curare maggiormente gli arrangiamenti e le parti musicali in generale, grazie a collaborazioni con importanti musicisti (un esempio per tutti il sodalizio De Andr?-Pagani, Creuza de ma ? dell' 83). Oggi giorno la scena cantautorale (termine che odio ma ormai entrato nel gergo musicale) vede ottimi prodotti, sia a livello musicale che a livello testuale, dove uno dei massimi esponenti ritengo essere Vinicio Capossela (guarda caso figlio della scuderia Guccini/Conte), ma ci sono anche altri interessanti personaggi. Per esempio Sergio cammariere, tra i giovani (che poi giovani non ? che siano tanto, certo, rispetta a un De Gregori o un Guccini, allora si....) a me piace molto Max Gazz?, da sempre, ma anche Bersani e Fabi, mi piaceva molto il primo Daniele Groff che non ho pi? sentito purtroppo (quello dell' album Variatio 99 per intenderci) Certo non godono di molta esposizione ma hanno una fetta di mercato, chiamiamolo alternativo, cio? diverso da quello commerciale, che gli consente di campare pi? che ranquillamente.
Personalmente ero un Gucciniano sfegatato, ma dopo aver spremuto fino al midollo questo autore (credo di sapere pi? cose su di lui e la sua produzione artistica che su me stesso) sono diventato un Abbattiato, e ora mi trastullo col siculo cantautore. Mi piacciono molto Branduardi, (che nei 70 musicalmente rispetto ai suoi colleghi aveva i contro cazzi) il de Andr? da Rimini in poi capossela e Conte.
Non ritengo Lucio Battisti un cantautore. E parto da questa affermazione per chiedervi: chi ? il cantautore? Cio?, a quale definizione corrisponde?
Perch? ce n'? da discutere......
"Si diventa batteristi per amore di uno strumento che si può accarezzare con dolcezza o percuotere con rabbia. E' una risposta istintiva alla natura "musicale" della persona perché lo strumento accontenta gli occhi per la sua estetica e appaga l'istinto" Ellade Bandini
"Bisogna suonare tanto, per capire che bisogna suonare poco" MP
www.myspace.com/matteopipia