Che la Siae fosse un ente che TOGLIE soldi a chi non ne ha (leggi artisti emergenti e locali che cercano di fare serate live senza dover pagare centinaia di euro di SIAE) per darli a chi ce ne ha gi? troppi (vedi, oltre che ai soci SIAE, tutti gli artisti che veicolano la loro musica tramite grandi canali e beccano un sacco di soldi, tipo morandi che per ogni pubblicit? di quel suo programma, la cui sigla era un suo pezzo, prende un sacco di soldi).
A volte vedo nella SIAE e nella sua gestione, la stessa identica mentalit? imprenditoriale delle piccole imprese del sud. Beccare pi? soldi possibile nel minor tempo possibile e fregarsene del futuro.
I dischi non si vendono perch? costano troppo, imperversa la pirateria musicale, e loro invece di abbassare i prezzi E L'IMPOSTA su ogni disco, ti fanno uscire i dischi di Ramazzotti e compagni a 24.00?, i Dvd di Vasco a 50-60? e si beccano un sacco di soldi dai concerti. E non parliamo solo dei GRANDI concerti, ma dei piccoli concerti.
Un locale che mette a disposizione un palco, due luci colorate e mezzo impianto, e si f? pagare anche 0.50? a ingresso, deve pagare quanto paga chi organizza i grandi concerti.
Fino ad un'anno f?, per la Siae il Meazza di Vasco o il Nordwind per noi baresi erano identici: evento SUPERLUSSO = 250? circa di siae pi? spese pi? percentuale sul biglietto. Tutto questo senza poi versare NIENTE nelle tasche degli artisti. Noi in sei anni tra concerti, passaggi in radio e altri border?, non abbiamo preso nulla!
Quando poi, come giustamente dice Sixwise, pretendono fior fior di soldi per iscrizione, tasse, deposito pezzi e quant'altro.
Ora vogliono tassare internet, perch? da internet si possono scaricare gratuitamente pezzi su cui NON gli artisti guadagnerebbero (perch? alla SIAE dell'artista conta solo il portafogli) ma loro si farebbero un sacco di ricotta!
Tutto questo quando ci sono paesi dove internet ? COMPLETAMENTE gratuito (Canada e USA di per certo) sulle reti Wi Fi. Dove depositare un pezzo costa praticamente niente e non c'? tutta la burocrazia italiana (in USA, Inghilterra e altro non si deposita lo spartito, le otto battute O la linea vocale O il testo sotto forma di poesia, ma si lascia il CD con su scritto "questa ? roba di XXX").
Fare il musicista in questo paese ormai ? ormai un privilegio per i ricchi (a meno che non lo si f? a nero sperando di non beccare rogne).
