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Proprietà acustiche acrilico & co

La sezione per discutere sul nostro strumento.

Messaggioda Arnao il mar lug 22, 2008 8:51 am

Io mi sento di generalizzare sul discorso legno e dire

Suono + Caldo: Legno

Suono + Freddo: Metallo

Una via di messo: L'acrilico
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Messaggioda smellymilk il mar lug 22, 2008 9:53 am

il discorso di martinazzi è giusto, determinati materiali vengono messi da parte per l'alta innovazione (quindi scarsa commerciabilità finché non diventino di uso comune) e per l'alta difficoltà nel creare degli strumenti.

le batterie in legno non sono difficili da assemblare se messe a confronto con delle batterie ad esempio in metallo o in composito.

è difficile però assemblare bene una batteria in legno, ovvero che tutti i tamburi siano "in scala" (quante batterie ho sentito con 2 tom che suonavano e uno che non c'entra un cacchio!) e non abbiano disomogeneità, ed è su quello che i produttori dovrebbero puntare sul fattore legno, non tanto sul "mettere uno strato di legno esotico all'esterno del fusto", che per come la vedo io, non è una bacchetta magica!

invece altri materiali (quali possono essere acrilico, metallo, composito, ecc...), nonostante possano essere più difficili da assemblare, hanno poi una resa sonora pulita, omogenea e precisa.

per la questione marketing, basta vedere CHI produce batterie in legno (tutti i grandi marchi) e chi prova a sperimentare seriamente (i piccoli artigiani).
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Messaggioda DJM il mar lug 22, 2008 10:11 am

Ma molti grandi marchi fanno anche batterie in acrilico...
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Messaggioda IlGiovaneIko il mar lug 22, 2008 10:22 am

Allora, come al solito occorrerebbe considerare che la maggior parte del suono di un membranofono qual è il tamburo è determinato da:

Tipo di membrana (la pelle quindi)
Presenza o meno di una superfice riflettente e tipo di superfice (pelle risonante)
Forma della cavità (diametro e profondità del fusto)
Tipologia dei vincoli della membrana, quali tipo di cerchi (tripla flangia, die cast....), numero e tipologia dei blocchetti, e soprattutto la forma del bordo del fusto

Questi elementi impostano il suono del tamburo e sono quasi completamente indipendenti dal materiale del fusto.

Esiste poi una componente secondaria del suono che è determinata dalla deformazione del fusto eccitata dalla vibrazione della membrana, che ciclicamente deforma la cavità e crea un'interferenza nei modi principali di vibrazione del fusto "infinitamente rigido".

In questa componente secondaria, il materiale ha influenza solo nelle sue caratteristiche elastiche: modulo di elasticità, modulo di taglio, isotropia o anisotropia delle caratteristiche meccaniche ecc.... Di fatto il materiale in sè ha poca importanza, mentre molta maggiore importanza riveste la tipologia di costruzione del fusto (a strati, a doghe, massello piegato, massello scavato, laminato, fuso, cagato a spruzzo....).

Di fatto le sfumature che uno vuole vedere (sentire) nell'uso della betulla scandinava o della bubinga senegalese (se mai fosse esistita) sono apprezzabili magari strumentalmente, se uno ha voglia di andare a studiare la risposta in frequenza dei vari materiali, ma deve essere condotta a parità di tutte quelle caratteristiche sopra esposte e di conseguenza per me, non sono altro che gigantesche pippe mentali.

Grazie.

Basta applausi :lol:
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Messaggioda DJM il mar lug 22, 2008 10:28 am

Bene, quindi confermi il mio dubbio: se ha senso un tamburo in pvc vuol dire che il materiale ha ben poca importanza... E se questo vale solo per i membranofoni, ecco spiegato il perché in altri tipi di strumento il materiale è cruciale.
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Messaggioda Exalt Cycle il mar lug 22, 2008 10:31 am

Quindi Iko quello che intendi tu e` che un fusto fatto col legno piu` scadente che esista ma con buone pelli,buone meccaniche e lavorato bene suona meglio di un fusto di acero(usato da Pearl ad esempio e quindi di ottima qualita`)ma mal lavorato?
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Messaggioda smellymilk il mar lug 22, 2008 10:33 am

si, ma praticamente i grandi marchi comperano i fusti da un solo produttore (gold-n-times), infatti le acriliche bene o male le fanno tutti, ma nessuno punta su di loro per elevati guadagni, in quanto i prezzi devono essere concorrenziali con le altre case (visto che il prodotto è lo stesso).
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Messaggioda IlGiovaneIko il mar lug 22, 2008 10:35 am

Non ho scritto, ma era sottointeso dal discorso, che nella modalità secondaria di vibrazione, dove entra in gioco il materiale, un altro elemento importante è lo spessore ... materiali meno rigidi quali il legno hanno bisogno di spessori maggiori per avere pari rigidezza rispetto a materiali quali acciaio, o anche solo alluminio, che possono avere spessori minori.

L'acrilico è lì in mezzo.... :mrgreen:
Ultima modifica di IlGiovaneIko il mar lug 22, 2008 10:51 am, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda smellymilk il mar lug 22, 2008 10:38 am

parlando di legni sono d'accordo con iko, infatti è proprio per questo che la variazione di suono va cercata in altri materiali.

mettere uno strato di bubinga su una batteria di acero fa la differenza? mah...
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Messaggioda giac67 il mar lug 22, 2008 10:47 am

la cosa bella e certa del plex, è che se la batteria è esposta ad umidità, pioggia, neve (...va be via :lol: ), a parte le meccaniche, i fusti non fanno una piega, non cambia mai suono, cosa che quelle in legno lo fanno :tru
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Messaggioda IlGiovaneIko il mar lug 22, 2008 10:55 am

@exalt cycle.... non è proprio così... la qualità costruttiva ha maggiore influenza sul suono rispetto all'essenza del legno, ma anche l'utilizzo di un legno "povero" potrebbe creare rigidezze irregolari all'interno del fusto e quindi una distribuzione delle vibrazioni "non armoniche". Poi bisogna considerare che certe metodologie costruttive potrebbero impiegare più colla che legno...
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Messaggioda giac67 il mar lug 22, 2008 11:00 am

secondo me, il plex non essendo un materiale poroso come il legno, riflette di più il movimento dell'aria dovuto dal colpo, ed allo stesso momento fa si che faccia vibrare ancor di più le pelli (soprattutto la risonante), che a paragone di misure, pelli ecc. ha più volume
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Messaggioda IlGiovaneIko il mar lug 22, 2008 11:08 am

oppss... giac, hai messo il dito su uno dei fattori principali che mi ero scordato di segnalare, nel modo "principale" di vibrare del fusto "infinitamente rigido".

La finitura superficiale! (se si vuole essere sofistici, era compresa nel fattore di forma della cavità... ma in realtà me lo ero proprio dimenticato :D )

Ovviamente la rugosità ha un ruolo importantissimo nelle modalità di riflessione delle onde sonore sul fusto, ed ecco perchè i fusti martellati, a parità di materiale e spessore, suonano in maniera così diversa da quelli lisci (per questo e anche perchè la martellatura ne aumenta notevolmente la rigidezza diminuendo la generazione di armoniche)
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Messaggioda Exalt Cycle il mar lug 22, 2008 11:17 am

Iko esiste un criterio teorico per il quale si stabilisce quali frequenze va a toccare un materiale piuttosto che un altro,oppure e` solo una prova pratica e quindi acustica finale?
Perche` la Bubinga ha piu` bassi dell'acrilico?
Come si comportano le onde sonore all'inderno dei 2 materiali?
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Messaggioda BarGiO il mar lug 22, 2008 1:30 pm

smellymilk ha scritto:x DJM: gira la domanda...come mai non ci sono sax in legno o violini in metallo?!? le chitarre in plexi ci sono, anche in metallo, e anche in composito! ogni strumento ha le sue sperimentazioni! fare un fusto di una batteria è sicuramente più semplice (fisicamente parlando) di costruire una tromba!!

x Exalt cycle: ancora con sta moda, ma che discorsi sono? uno prenderà la sua batteria per come suona e per come si presenta visivamente!


E' chiaro! Le acriliche per me suonano strabene e sono anche belle da vedere.
Io non mi prenderei mai uno strumento che non mi piace esteticamente e non ho 20 anni! io cerco il giusto compromesso tra suono ed estetica e credo di averlo trovato con le acriliche Ludwig.
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Messaggioda Exalt Cycle il mar lug 22, 2008 4:50 pm

De gustibus per il suono!
Quoto per il tipo di scelta! :wink:
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Messaggioda DJM il mar lug 22, 2008 5:03 pm

Mah, a me l'idea "- suono + estetica" non convince un granché. Continuo a pensare che si debba scegliere lo strumento che suona meglio per noi e poi scegliere fra le sue possibili varianti estetiche
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Messaggioda giac67 il mar lug 22, 2008 8:14 pm

va be' dai DJM, stiamo parlando sempre di batterie professionali, la qualità del suono penso che ci sia sempre, poi è chiaro che il plex ha un suono tutto suo e c'è chi piace e chi no
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Messaggioda BarGiO il mer lug 23, 2008 10:58 am

Prima avevo una starclassic in betulla e secondo me non c'è proprio paragone con la vistalite. Per far uscire la cassa ho dovuto fare i salti mortali e sopratutto sopportare odiosi overtones che con la vista non ci sono. E non sempre riuscivo nell'impresa, dipendeva molto dall'ambiente in cui dovevo suonare.
Per ora ho provato la vistalite all'aperto, in un centro storico per la precisione e la cassa spacca i culi ed è una semplice 22 x 14!
Per mia curiosità mi rimane da provare i fusti keller, ma non credo che mi soddisfino come l'acrilico.
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Messaggioda DJM il mer lug 23, 2008 2:48 pm

Exalt Cycle ha scritto:Iko esiste un criterio teorico per il quale si stabilisce quali frequenze va a toccare un materiale piuttosto che un altro?
Perche` la Bubinga ha piu` bassi dell'acrilico?
Come si comportano le onde sonore all'inderno dei 2 materiali?


Sì, mi interessa...
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Messaggioda IlGiovaneIko il mer lug 23, 2008 3:48 pm

Innanzi tutto non sono le onde sonore che viaggiano all'interno del legno :D

Il suono che si sente è legato alla "forma" delle onde sonore che si generano dalla percussione della membrana e si riflettono all'interno del fusto, combinandosi con quelle riflesse dalla pelle risonante.

Non vedo nessuna base teorica che mi dica che il materiale influisca direttamente sul suono, se non nella misura in cui è più o meno rigido nel deformarsi a causa della trazione che la pelle genera mentre vibra.

Infatti mi devo ancora convincere sulla reale influenza del legno nel suono, quando tutte le altre condizioni siano uguali. Per me la tecnica costruttiva ha un'influenza molto maggiore .... ma attendo evidenze per eventualmente modificare la mia visione meccanicistica del tutto.... :mrgreen:
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il mer lug 23, 2008 3:52 pm

anche secondo me iko ha perfettamente ragione.I legni , i materiali...non è quello che influisce sul suono ma soprattutto le qualità costruttive e la pelle che è da quella che il suono comincia a vibrare nell'aria.Ne ho avuto conferme più di una volta mettendo in relazione tra loro diverse batterie...
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Messaggioda il magico alverman il mer lug 23, 2008 3:55 pm

e fidatevi che se lo dice Raffaele, che di prove ne fa' tante, ci mette pure l'acqua sui tamburi :wink: :D
http://it.youtube.com/watch?v=49CFW4aH3 ... re=related
sono un umile batterista nella vigna della musica
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Messaggioda Exalt Cycle il mer lug 23, 2008 3:57 pm

Quindi Iko se per assurdo il legno di betulla e l'acciao fossero ugualmente rigidi nel deformarsi,suonerebbero uguali?
Oppure due legni di versi ma ugualmente rigidi nel deformarsi?Stesso discorso?

Ovviamente con identica qualita` costruttiva,pelli e misure fusti....
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il mer lug 23, 2008 3:59 pm

... :D volevo provare anche con il fuoco, userò la ludwig d'acciaio, con una tuta d'amianto e pelli d'amianto.Chissà che suono esce :) Ho timore però che bruci il pedale...lo fanno in amianto?
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Messaggioda DJM il mer lug 23, 2008 4:14 pm

Beh, se quello che dicono Iko e Raffaele è vero, siamo alla rivoluzione copernicana della batteria. Tanta fatica a dire che l'acero fa il tamburo, e poi...
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Messaggioda IlGiovaneIko il mer lug 23, 2008 4:25 pm

Il legno ha caratteristiche meccaniche molto diverse dal metallo, non fosse altro perchè è il primo materiale composito utilizzato in meccanica... infatti strutturalmente è costituito da una serie di fibre ad "alta" resistenza immerse in una matrice relativamente più "debole", così come altri materiali compositi artificiali quali fibra di vetro o fibra di carbonio, che vengono normalmente annegate in una matrice polimerica.

Per ovviare a questa evidente anisotropia, questi materiali "direzionali" sono normalmente assemblati a strati con le fibre disposte a 90°.

Il metallo, normalmente, ha caratteristiche molto più omogenee, oltre che normalmente più elevate, rispetto al legno.

Quindi la tua domanda, meccanicamente non ha proprio senso... i materiali non sono solo diversi come caratteristiche, ma anche come distribuzione di tali caratteristiche.

Poi i legni hanno caratteristiche meccaniche molto diverse tra loro, e questo potrebbe dare un minimo di fondamento al discorso, il fatto è che la costruzione del fusto ha una valenza talmente superiore ed una quantità di variabili talmente vasta (numero di strati, spessore degli strati, disposizione degli strati, tipo e quantità di collante, metodologia di messa in forma, qualità dei vari strati - presenza o meno di nodi ), che ritengo molto difficile che la reale influenza dell'utilizzo di un'essenza piuttosto che un'altra sia percepibile dall'orecchio umano.
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Messaggioda TND-storm il mer lug 23, 2008 5:21 pm

IlGiovaneIko ha scritto:Innanzi tutto non sono le onde sonore che viaggiano all'interno del legno :D


Se non sono onde sonore sono vibrazioni... ma se non sbaglio il suono si propaga tranquillamente nei materiali solidi (tra l'altro ad una velocità molto maggiore che nell'aria)...
Insomma, se per "onde sonore" tu intendi la serie di pressione e depressione che si propaga nell'aria (e solo in quella) allora possiamo dire che non si propagano nel fusto, però mi pare quanto meno restrittivo...

Il suono che si sente è legato alla "forma" delle onde sonore che si generano dalla percussione della membrana e si riflettono all'interno del fusto, combinandosi con quelle riflesse dalla pelle risonante.


E' vero, ma avrei qualche dubbio sul fatto che tutto il suono che si sente sia solo questo: le onde sonore provocate dalla pelle trasportano energia e si riflettono e rifrangono per forza sul fusto. Quindi almeno una parte dell'energia verrà trasferita al fusto facendolo oscillare a sua volta. Da qui il fusto a sua volta vibrando genera delle onde sonore all'interno (e non solo) del fusto che si sommano a quelle generate delle pelli, ed arrivando appunto alle pelli ne influenzeranno il movimento.
Quindi quanto meno il fusto influisce sottraendo energia alle onde sonore che si propagano nel fusto ("filtrando" quindi in un certo senso il suono) e restituendo energia sotto forma di onda (aggiungendo quindi una loro componente caratteristica).
Che questa influenza possa essere o meno marginale è opinabile, certo, ma non penso si possa asserire che non esista.

Non vedo nessuna base teorica che mi dica che il materiale influisca direttamente sul suono, se non nella misura in cui è più o meno rigido nel deformarsi a causa della trazione che la pelle genera mentre vibra.


Questa è l'altro modo in cui il fusto influenza il suono: la tensione alternata della pelle verso il centro (e questa è una grossa approssimazione visto che il modo di vibrazione della pelle è tutt'altro che semplice) si scarica sul bordo del fusto, e questo vale per entrambi i bordi del fusto, e questa vibrazione innesca necessariamente la vibrazione del fusto stesso. Questa vibrazione influisce a sua volta in due modi: generando onde che si sommano ulteriormente alle onde che si propagano all'interno del fusto e modificando il modo di vibrazione della pelle e quindi il modo in cui questa genera le successive onde sonore.


Insomma, che le proprietà meccaniche del fusto (e di conseguenza il materiale) influenzi il suono penso che sia fisicamente incontestabile.

QUANTO il materiale influenzi il suono è invece sicuramente opinabile, e sta alla sensibilità ed al gusto di ognuno stabilire cosa pretendere dallo strumento.

Per alcuni una diversa sfumatura del suono può essere un abisso, per altri può bastare che alcune caratteristiche generiche del suono siano entro certi limiti (anche piuttosto laschi...).
Di certo l'orecchio lo si fa col tempo e con l'esperienza.
Ed anche essendo in grado di cogliere le più sottili sfumature, bisogna vedere il gusto personale come dirige la propria preferenza. Un suono sgradevole (e quindi indesiderabile) per alcuni può essere "particolare" (e quindi interessante) per altri.


La mia modestissima opinione è che per il musicista la valutazione del materiale sia puro onanismo cerebrale ( :D ), a parte ovviamente le considerazioni sulla solidità e affidabilità dello strumento. :wink:

Sono semmai quelli che gli strumenti li costruiscono che devono preoccuparsi di ogni singolo dettaglio che possa in qualunque modo influenzare il suono, in modo da creare lo strumento con le migliori qualità acustiche possibili (eventualmente in relazione anche al prezzo che dovrà avere lo strumento).

Al massimo le varie considerazioni sulle caratteristiche tecniche di uno strumento possono servire al musicista ad orientarsi e comprendere meglio le varie differenze tra gli strumenti, ma bisogna far sempre attenzione non scegliere uno strumento con gli occhi, nè tanto meno col cervello, ma sempre e soltanto con le orecchie. Solo se queste ultime sono egualmente soddisfatte dal suono di diversi strumenti si passa alla valutazione con gli altri metodi... :wink:
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Messaggioda giac67 il mer lug 23, 2008 7:50 pm

comunque a parte tutte le giuste teorie che son state dette, per certezza l'acrilico ha questi vantaggi rispetto al legno (esperienza personale diretta):

- quando si amplifica non si ha mai problemi di risonanze e armonici fastidiosi
- non risente del cambio di suono causato dall'umidità
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Messaggioda Arnao il mer lug 23, 2008 10:32 pm

Che fico allora non sono l'unico a pensarla cosi :D


Complimenti iko ho letto con parecchio interesse questi post fisici sui tamburi
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