Fermo restando che la risposta definitiva al tuo problema sta nelle tue orecchie (solo tu puoi giudicare quando un suono è, secondo il tuo gusto personale, troppo cupo o troppo acuto), l'osservazione di zonder è sostanzialmente corretta. Io ho avuto modo di provare in negozio diversi esemplari di DrumArt di differente dimensione e materiale: acero, noce montenia, padouk, abete e ciliegio (purtroppo mi mancano ancora le essenze più pregiate: ulivo, imbuia, non più in produzione, e palissandro) e in nessuno, dico nessuno, di questi modelli ho avvertito una carenza di attacco o di alte frequenze in genere, nemmeno nei modelli teoricamente più cupi come il mio Gabriele Bianchi o nel Noce Montena 14"x6.5". Tutti questi rullanti sono in grado di "cantare in alto" con la accordatura oppurtuna (sempre relativamente ad un 14", non ti aspettare gli alti di un 10" ovviamente), se invece ti interessano le basse frequenze allora devi partire dal modello giusto e non "strozzare" troppo le pelli.
Detto questo, io ho provato il 5.5" in padouk e l'impressione che ho avuto è che sia molto versatile: lo trovo adattissimo per il rock ma accordato medio-alto e suonato nel modo giusto si può benissimo adattare al funky; non lo vedo bene invece per il jazz, la timbrica mi pare troppo "rocciosa" per questo tipo di situazione. Se ti interessano tonalità più spinte verso il rock, azzarda pure il 6.5": ripeto, non sentirai la mancanza di attacco, alte frequenze e sensibilità, a patto di non restare troppo bassi con l'accordatura.
Se poi sei ancora indeciso, perché non provi a chiedere consigli a Silvano Biancucci in persona (il costruttore)? Non l'ho mai contattato direttamente ma dicono che sia molto disponibile nel rispondere a quesiti riguardanti le proprie creature
Ti dico poi un'altra cosa: spesso sento dire che il suono dei DrumArt è così particolare che alla fine diventa quasi stucchevole e molte persone, a distanza di tempo dall'acquisto, dopo la soddisfazione iniziale decidono di vendere lo strumento per passare ad altre marche. A me è successo il contrario: ho provato diversi DrumArt in negozio, apprezzandone le caratteristiche ma non a tal punto da procedere all'acquisto, visti i costi notevoli; poi ho avuto la fortuna di trovare il Gabriele Bianchi usato (ma praticamente nuovo) a prezzo ragionevole su Mercatino Musicale (350 euro) e l'ho acquistato principalmente a scopo "sperimentale", cioè per studiare più a fondo questo tipo di strumenti visto che fino ad allora li avevo provati solamente in negozio per pochi minuti.
Lo posseggo da più di un anno, ma solo ultimamente dopo averlo suonato per lunghi mesi in sala prove sono riuscito a farmi entrare in testa quel suono e ad apprezzarlo veramente. Mi piaceva anche all'inizio, ma non mi entusiasmava; ora invece difficilmente ne farei a meno perché ha un suono che difficilmente potrei ottenere da altri strumenti in mio possesso.
Saluti,
Alessandro