da enrydrummer il mar mar 04, 2008 10:42 am
Stefano D’orazio quando appare in tv, con la batteria montata sulla pedana a carrello(ruote sotto) che la portano dovunque siano ospiti, suona in playback, ma ai concerti, dove ho avuto modo di andare a curiosarepiu’ di una volta non tanto per lui, ma per il chitarrista che a mio modesto parere e’ l’unico che sa’ suonare ad un certo livello, si’ e’ vero suona tutto triggerato con pelli mesh e solo i piatti acustici con veri microfoni, a parte il fatto che e’ spaventoso “L’AZIENDA POOH” che hanno dietro, tra tecnici del suono, scenografi erano su una tribuna alta almeno 2 piani , montagne di colonne di rack effetti vari ecc.. ecc.. tenete conto che dietro la loro immagine mangiano decine e decine di personee quindi famiglie e non e’ permesso sbagliare una sola virgola sulla qualita’ del suono, una cosa che mi colpi’, a parte che prima che uscissero in scena sul palco non vi era nessun strumento (sono comparsi come degli zombi da sotto terra con dei palchetti a pistone con le relative postazioni e strumenti) poi non vedevi traccia di monitor e che sia un cavo, tutto on-air in cuffia, il batterista si’ suona live, ma per ogni brano gli parte una basetta tipo sequencer tratto dallo stesso brano inciso in studio, e questo gli serve pure per non farlo discostare molto da quello che la gente e’ abituata a sentire nei dischi, fino ad un paio d’anni fa ha usato suoni d-drum, infatti se ascoltate nei lavori fino al 2005 si nota spesso il rullante con il classico tamburello d-drum(cerchio-pelle) ultimamente si avvale dei suoni roland, vedi ultima incisione (re-generation) Va’ dato atto che effettivamente si sono creati un genere che molti anni fa era impensabile avere certe scenografie tanto e’ vero che son stati i primi in ITALIA ad adottare nei loro concerti il LASER 30 ANNI FA sembravano degli (ufo”) Un ultima cosa i cavi dei trigger si incanalavano in un unico tubo che a sua volta scompariva sotto il palco, presumo o voglio immaginare che sotto il palco vi era un’ altra
“STANZA DEI BOTTONI”