che io ne sappia i piatti (pur essendo costituiti di materiali non ferrosi) sono perfettamente capaci di sopportare qualsiasi tipo di carico dinamico derivante da un tipo di urto come quello della bacchetta...se fosse per cattivo uso, si piegherebbe o si deformerebbe. Prima di raggiungere il carico di rottura deve passare la fase di deformazione elastica, quella di deformazione anaelastica, e poi si arriva alla rottura. L'unica influenza degna di nota è l'usura che ovviamente va a stravolgere ogni tipo di congettura di questo genere.
La tornitura, in quanto lavorazione per asportazione di truciolo, va a spezzare i grani cristallini costituiti per fusione (nemmeno minimamente intaccati da ogni tipo di lavorazione plastica, quali la martellatura, lo stampaggio e via dicendo...) intaccandone così la resistenza meccanica grazie alla formazione di cricche e inviti alla rottura (di proporzioni microscopiche, si capisce): ne consegue che una continua sollecitazione a urto dinamico (bacchetta) provoca un'usura amplificata sulle parti lavorate per tornitura (anche perchè asportando materiale, la sezione del piatto diminuisce e di conseguenza la forza viene scaricata principalmente lì oltre che nel punto dell'urto) e ci si trova di fronte a un bel sorriso beffardo sul piatto
per quanto riguarda le rotture radiali, immagino siano dovute a una cattiva fusione del materiale, lievi incursioni di ossigeno (o ancora peggio idrogeno) o difetti di fusione simili. ovviamente il piatto risulterà più debole in quei punti che, come dicevo prima, sottoposti a carico dinamico danno vita a una rottura.
morale della favola: causa rottura piatti=usura / piatti stampati resistono anche alle martellate => piatti lavorati a mano e torniti nemmeno la metà