verissimo, i bordi fanno una differenza mostruosa sul suono.. (Gretsch insegna..).
veniamo alla Reference:
..quando l'ho avuta, pensavo fosse in assoluto la batteria definitiva, questa è una premessa d'obbligo.
suonava come stessi ascoltando un CD, suono perfetto, bilanciato, meccaniche precise ecc.
solo che desideravo qualcosa di ancora più "personale", di più corrispondente al "mio" suono.
La Reference aveva i bordi cassa arrotondati, ad esempio, e per come utilizzo la pelle battente io, questa cosa non era il massimo (in genere la battente la "appoggio" senza stringere quasi i tiranti); in più volevo delle frequenze diverse rispetto all'equilibrio generale della reference.. che però ripeto, mi ha dato modo di constatare di persona quanta differenza ci fosse tra un progetto così innovativo rispetto ad una batteria "normale" di pari fascia (tieni conto che in casa avevo una Master Custom...).
La Masterwork è partita da un concetto semplice: io accordo la batteria in un certo modo, sono un patito delle accordature (per questo feci il sito batteriaebatteristi..) e le accordature che utilizzavo e utilizzo sono più adatte a un kit 12-13-16, cioè un kit classico. In più desideravo tornare alle misure di una volta, se vuoi più anni '70, con i tom un pò più corti e con una punta in più di attacco.
E poi volevo un suono con più definizione sui bassi, laddove invece la Reference tende a gonfiare troppo il suono, rendendolo troppo "tondo".
Dopodichè ho ragionato sugli spessori, per una questione di volumi oltre che di frequenze.. mi interessava cioè che partendo dal tom più piccolo, finoalla cassa, ci fosse un percettibile crescendo di volume.
quindi tom da 12 e 13 a sei strati; timpano a 8; rullante a 10 e cassa a 12.
tornando al discorso cassa, nella Refrence manca la punta. E manca sia per via dei bordi stondati, sia perchè i due legni presenti sono acero e mogano, e se andiamo a vedere le frequenze di questi legni,entrambi non hanno la punta sugli acuti come invece ha la betulla; c'è poi da considerare che lo strato interno è quello che si sente per primo, mentre poi quelli intermedi e quello esterno danno l'omogeneità totale del suono.
Quindi, desiderando un suono con più attacco, nella cassa ho inserito 4 strati di Betulla INTERNi, poi 8 di mogano africano e 4 di acero esterni (l'acero esterno è su tutto il kit per omogeneizzare il suono); i bordi sono a 45 degree, cioè 45 gradi ma non "netti", leggermente arrotondati.
In questo modo ho ottenuto un suono che sembra triggherato, con un attacco micidiale ma allo stesso tempo una presenza di bassi che si sente nello stomaco..
E sempre utilizzando la battente "appoggiata"..
La punta di diamante del kit è il rullante; stessa composizione della cassa, tre legni, ma con mogano interno, betulla intermedia, e acero esterno; in questo modo mi sono garantito il decadimento veloce e la nota scura con il mogano (io uso pelli molto tese e desideravo un suono cmq non troppo metallico, il mogano non ha acuti tra le sue frequenze..) senza però perdere in attacco (betulla) e calore (acero); qua sul forum ci sono alcuni amici di batteriaebatteristi che l'hanno sentito di persona, magari possono dire loro come suonava il rullo..
..è chiaro che una batteria così non ha il sunstain di una MMX, ma è questione di gusti.. a me serviva un kit con sensibilità estrema, volume, suono fermo e nota molto definita..
..in ultimo le meccaniche: su questa batteria ho messo le classiche Master, ma qui più per un fatto di look che altro; quelle Reference restano secondo me tra le migliori (parlo dei tiranti per le viti delle pelli).
cmq, se ti va, ti giro dei piccoli filmati di studio registrati con una telecamera, dove puoi ascoltare il suono "nudo e crudo" e renderti conto magari meglio di ciò che sto scrivendo..
