Allora gente, premesso che ci saranno i soliti che dicono che sono tutte menate....lo so, sono tutte menate ma mi diverto così !!
Sono in uno di quei periodi in cui mi piace sperimentare in lungo e largo varie accordature diverse e vari set-up
già tempo fa avevo fatto una rilevazione empirica delle frequenze di risonanza dei miei fusti ottenendo quanto segue (come per altro mi aspettavo):
Mapex Orion Classic Maple:
tom 10: Sol
tom 12: Re#
tom 14: Si
tom 16: Sol
Le note in questione le ho ricavate con fusto senza pelli, montato sul suo supporto, microfono a condensatore dentro al fuso con capsula vicinissima alla parete interna del fusto ( si parla di mm) e dando dei colpetti leggerissimi al fusto con una bacchetta con un panno arrotolato attorno per evitare qualsiasi danno.
Il mic era collegato alla mia scheda audio tascam FW1804, relativo cubase con plugin Tuner e analizzatore di spettro, in più per verifica avevo anche le cuffie dove tenendo il volume bello alto si sentiva un "celestiale" suono di legno vibrante e vi assicuro che la nota emessa era perfetta e distinguibilissima.
Ho fatto un'altra controprova (ricordandomi di un film...he he a volte mi stupisco di quanto riesca ad essere folle) .
Ho posizionato il tom in questione di fronte ad una cassa acustica, e dal pc ho mandato un segnale impulsivo di pochi secondi a varie frequenze diverse per poi verificare col mic sempre all'interno del fusto quale di questi impulsi (e quindi quale frequenza) mettesse in risonanza il fusto.
IN questo modo ho avuto la riprova reale che i fusti vibrano di più alla loro frequenza naturale, detta anche sweet spot.
Da Qui è partita tutta una serie di test sull'accordatura che ancora oggi mi pervade la mente e non trova pace.
Mi spiego meglio: Accordando tutti i fusti sulla loro nota (la prima ottava che si trova partendo dalla pelle completamente mollata) a mio parere sono davvero troppo molli le pelli, cioè, il suono direi che è bello, però cacchio...troppo troppo molli, diciamo che è quasi impossibile fare dei doppi colpi sui tom.
Raggiungendo invece l'ottava più alta secondo me è tutto troppo alto. e direi che diventa anche mooolto difficile controllare gli armonici e l'accordatura, insomma....il tom 10 suona bene, ma già il 12 fa partire delle risonanze piuttosto sgradevoli nonostante sia l'unico con pelli nuove(evans g2 sabb. batt e evans g1 clear ris.)
per poi arrivare ai timpani 14 e 16 che è difficilissimo riuscire ad accordarli a quel livello di tensione.
Ho poi provato le varie accordature intermedie più logiche che mi venivano in mente, cioè una terza e una quinta sopra la fondamentale e alla fine di tutto questo popò di lavoro credo che la terza sopra la fondamentale sia il compromesso ideale.
Io sono sempre stato un amante dell'accordatura uguale sopra e sotto, e se si usa il sistema dello sweet spot si apprezza ancora di più il sustain che si ottiene con questa accordatura, il che può piacere o meno (per esempio lo sconsiglio in caso di microfonatura).
Concludo questo delirio di esperimenti dicendo che purtroppo ho anche avuto la riprova che l'ambiente conta in maniera determinante sul suono percepito. io ho una cantina ben insonorizzata ma non troppo ben suonante, forse anche per colpa del soffitto piuttosto basso, diciamo circa 2 mt. e penso che questo crei dei rimbalzi strani del suono prodotto dai tom in particolar modo, perchè ogni volta che vado a suonare fuori tutti quegli armonici che a volte mi danno fastidio in saletta non esistono proprio. il suono diventa di colpo rotondo, definito e senza code strane...boh....mai capita sta cosa.












