@Kiakkia
ma infatti e' quello che intendo io. La questione non e' la cresta di tuo fratello, ma un insieme di cose, tra cui il modo di presentarsi.
Ovvio che non c'e' la pretesa di andare a scuola in grembiule (pero' ce li vedrei bene gli scolaretti di 18 anni presentarsi a scuola con grembiule....e barba incolta

, a fare i bulli pure

), nemmeno di presentari in giacca e cravatta. La scuola deve preparare al mondo del lavoro, anche dal punto di vista del modo di presentarsi.
Se io mi presento in ufficio con la cresta, chiodato da capo a piedi, il datore di lavoro non puo' certo licenziarmi, ma stai tranquillo che riuscira', in modo del tutto legale e lecito, o a farmi cambiare atteggiamento, o a farmi cambiare mestiere.
Essendo la scuola un "lavoro" per i ragazzi (seppur molto sottopagato

) il preside, responsabile dell'istituto, e' certamente tenuto a far rispettare, secondo il buonsenso, il decoro per gli alunni. In ogni caso, sempre il preside, ha mezzi leciti (senza attaccarsi a eventuali leggi) per condizionare l'atteggiamento dei ragazzi, quindi chi ci perderebbe sarebbe tuo fratello, a meno che non abbia dei 10 in tutte le materie e non sgarri mai nel comportamento, le uniche 2 cose sul quale il preside si puo' appoggiare anche a livello legale.
Mi meraviglio dello sfogo di Pippo, che paragona il rispetto di alcune regole comportamentali e di decoro, con atteggiamenti dittatoriali. Alcune espressioni (quella del saluto poi!) cadono nel patetico veramente (mi chiedo come fai a pensare cose del genere). Di dittatoriale c'e' quello che vuoi al mondo....ma non certo la scuola in Italia, che probabilmente funzionerebbe molto meglio, se anzi, fosse un po' piu' rigida.
Mio caro Pippo, mi spiace, ma i fatti, al momento, dimostrano il contrario.......ossia che l'eccessiva liberta' rovina i giovani e le famiglie, e di conseguenza la societa' intera'........