













johnnyfer88 ha scritto:Capisco i discorsi di tutti voi(anche del vecchio mucco).
Credo che in ogni fase della vita si sente quel "salto d'età", che ovviamente sarà diverso per me vent'enne e un trenta-quarant'enne. Tuttavia ci troviamo, come dire, agli albori di una nuova epoca: l'era ipertecnologica. Questo porta a grosse conseguenze sulla vita e sul modo di vivere, e dunque sui comportamenti, e chi ha vissuto la transizione sente per forza la differenza con chi, nato 6-8 anni dopo, lo da già per scontato...
Infatti sarei devvero curioso di sentire il parere di chi aveva 30 anni in un altro cambio di era(anni '50-'60 e boom economico). Probabilmente direbbero più o meno quello che gli ultra trent'enni di ora dicono a noi "bambini".
C'è sempre chi è più vecchio di voi...



drbeat ha scritto:PS: io ancora suono ai citofoni e scappo
Zoltrix ha scritto:... non siamo più negli anni 50! Dove regnavano incompetenti come Buddy Rich....


fiaccolascintilla ha scritto:drbeat ha scritto:PS: io ancora suono ai citofoni e scappo
Anche io lo faccio ancora.... il problema che ho trent'anni suonati.





Tekken ha scritto:Noi siamo l'ultima generazione di ragazzi che hanno avuto l'enorme fortuna di vivere la loro infanzia per strada: questa è stata una grande "palestra di vita" per tutti noi.
Ci ha permesso di fronteggiarci con il mondo esterno (anzichè sempre e solo con le rosee pareti domestiche), prendendone tutti i pro (le partite a calcio 15 contro 15, mille amici, i furtarelli andati a buon fine etc.) e i contro (le botte dai ragazzacci che bighellonavano per la città, i rimproveri degli "adulti", le ginocchia sbucciate, le note a scuola con conseguente paura [oggi se un prof. da una nota ad un ragazzino delle elemntari è lui ad avere paura... del padre cghe difenderà a spada tratta e in tutto e per tutto il figlio viziato e maleducato] etc.)...
Grazie a tutto ciò abbiamo fatto esperienza e siamo diventati ciò che siamo oggi, cioè persone che, se avessero 12 anni adesso, non andrebbero a violentare le bambine, a rompere le ginocchia agli amici che fanno danza o a dire "Papà vai a menare il maestro perchè mi ha messo una nota"







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