Dico la mia dato che più o meno sono anche io del settore.
Ogni sistema economico ha le sue debolezze, a partire dai sistemi teorici che restano sui libri per arrivare a tutti quelli realmente implementati, specularmente tutti hanno dei punti di forza.
La cosa che a me hanno insegnato all’università, e che spesso in economia si tralascia, è che non si parla mai di scienze perfette, in economia due più due non fa sempre quattro, e questo significa che non esiste la ricetta perfetta, senza controindicazioni, non esiste chi può risolvere i problemi in toto. Esistono le migliori scelte in maniera contingente rispetto alle situazioni e i suoi, imprescindibili, effetti negativi devono essere sondati e corretti per fronteggiare questa sacrosanta consapevolezza.
Potremmo stare qui a scrivere per pagine e pagine, ma la realtà è diversa dall’economia ed è molto più terrena.
Non è retorica dire che il tutto dipende dalle capacità e onestà dell’uomo.
Il miglior sistema economico possibile in mano a persone che ci marciano è destinato a cadere, è questo il fulcro di tutto anche se pare banale.
Sicuramente l’attuale crisi nasce dall’America e dalla sua finanza pazza, banche che concedevano CONSAPEVOLEMENTE dei mutui a gente insolvente e che ha continuato a fare così investendo i soldi ricevuti dalla centrale per attuare altre speculazioni.
È curioso che ci sia qualcuno che dice che la colpa è di chi ci cade perché non parliamo della truffa nella bancarella sotto casa ma di piani architettati in grande da menti pensanti e lasciate operare indisturbatamente…è come se è colpa mia se mi fottono la figlia perché l’ho fatta uscire…si sa che ci stanno pedofili e strupatori no?...quindi la colpa è mia che non tengo mia figlia segregata….beh… fate voi.
Dall’amministrazione Reagan e dalla deregulation ad oggi è la SECONDA bolla statunitense che nasce più o meno per gli stessi motivi, adesso l’economia è globale e qualche meccanismo è diverso per cui è il globo a risentire dell’ultima bravata dei compagni made in Usa.
Per quanto riguarda il debito pubblico italiano è bene fare delle precisazioni che non tutti ovviamente sanno per capire davvero quali sono i rischi per l’Italia, per i vostri (nostri…anche se io penso sempre alla cassetta di sicurezza in banca

) risparmi e via dicendo.
Il debito italiano è formato per più del 90 per cento da indebitamenti dello stato con gli italiani e questo parrebbe essere un punto a favore, dopo dico perché ho scritto parrebbe.
Una cifra attorno al 5 per cento è con l’estero tra cui USA, Norvegia, Svizzera, Giappone, Repubblica Ceca, GB e gli altri paesi più o meno famosi dell’area euro. Ciò significa che anche con l’estero, tranne piccole percentuali, non siamo in linea diretta con economie disastrate.
Quindi, teoricamente, la composizione del debito italiano è solida, anche se l’economia globale (fatta di scambi commerciali e non solo di debito pubblico) essendo adesso connessa, può comunque ripercuotersi su ogni paese e a catena arrivare anche ai risparmi della gente, ecco perché serve un’attentissima politica di bilancio e commerciale.
Veniamo al problema che spesso ci scordiamo ovvero la sostenibilità del debito pubblico.
Il deb pubb è in relazione al PIL e per questo che si parla di saldo primario (differenza tra spesa pubblica e tasse) e rapporto tra il tasso d'interesse reale (tasso di interesse al netto dell’inflazione) e tasso di crescita del PIL reale. Le combinazione tra questi dati danno la situazione di sostenibilità di un paese rispetto al suo debito pubblico….ovvero, per farla breve, la capacità dello stato di far fronte ai propri debiti (bot, obbligazioni e quello che volete voi) nei confronti dei cittadini.
Tralasciando le altre opzioni, l’Italia è da ormai una 15ina d’anni,penso, nella fase in cui abbiamo un avanzo primario (spesa pubblica minore delle tasse acquisite) e tasso d'interesse reale superiore al tasso di crescita dell'economia reale interna.
Gli economisti sono unanimemente d’accordo nel dire che in una condizione come quella italiana le vie per ridurre il debito pubblico (anche per la parte tra stato e italiani) sono:
-Politiche finanziarie rigorose (cercando anche di avere un tasso di crescita sopra quello d’interesse, lotta all’evasione che sarebbe il massimo delle soluzioni positive e ci risolleveremo) o
-Politiche fiscali restrittive
È ovvio che se le tasse non si possono o vogliono aumentare l’unica via è una politica finanziaria restrittiva che spesso cozza con una crescita economia….di conseguenza se dobbiamo far crescere l’economia è quasi inevitabile, date queste condizioni, che il debito aumenti….in questa situazione se per coprire gli interessi su il debito attuale si contrae ulteriore debito e si va avanti così si arriverà ad un punto in cui sarà insostenibile e si rischia un default dei conti pubblici dovuto alla stessa Italia verso gli italiani.
Quindi il fatto di avere il 90 per cento del debito strettamente interno non ci rende immuni dal perdere i nostri risparmi qualora ci siano politiche sbagliate o, peggio ancora, stabilite a tavolino verso questa direzione in modo da non restituire (o stabilire scadenze ad esempio decennali) i propri soldi a noi stessi italiani.
È da un po’ che non spolvero l’argomento, spero di non aver sbagliato qualcosa e spero di essere stato chiaro.
bye