


Barattolo ha scritto:dipende, il fatto e' che se intendi colpirlo piu' volte di seguito (per esempio perche' vuoi tenere il tempo su un crash) poi il piatto oscilla e non riesci piu' a prenderlo di piatto, anzi corri il rischio di prenderlo male e non farlo suonare e allora inevitabilmente in sti casi ci vado di taglio (per intenderci con la bacchetta a 45? rispetto al piatto)
se intendi dargli un colpo solo allora puoi anche provare a prenderlo di piatto con la "spalla" (si chiama cosi'?) a meno che non stai facendo evoluzioni tamarre, in questi casi come viene viene![]()



nick m ha scritto:Colpendoli cos? per tenere il tempo ad esempio sul crash e non perderlo per l'oscillazione del piatto io li tengo abbastanza orizzontali sull'asta...





Per romperli bisogna per(r)?' tenerli molto in alto che non e' il mio caso... cmq io inizialmente li tenevo come te poi ho cambiato perche' il crash oscillava troppo in orizzontale facendomi fare piu' fatica per farlo suonare bene sia sui doppi colpi che per tenere il tempo... poi penso comunque che sia solo questione di abitudinebanko ha scritto:Io credo che tenere i piatti paralleli al terreno ed in alto (alla Tommy Aldridge) sia il miglior sistema per romperli sul bordo, soprattutto quelli pi?? sottili pestonati a morte.
Personalmente ho imparato da un paio di anni a colpire i piatti, che tengo un po' inclinati verso di me, con un <u>leggero</u> movimento "a uscire". Questo ovviamente riguarda il crash da 16 che tengo a sinistra e lo splash che sta sotto, perch?? gli altri piatti ?? difficile colpirli cos??, vista la loro posizione nel set. Oltre a non romperli, si ottiene il notevole vantaggio di non farli oscillare eccessivamente, potendo cos?? colpirli pi?? volte in successione.
Per quanto riguarda Thomas Lang, quella cosa che fa nel video ?? una stronzata enorme, possibile solo per chi ha la sua tecnica, che non ha nessun vantaggio pratico se non quello di fare lo sborone.
Ciao ciao

banko ha scritto:Io credo che tenere i piatti paralleli al terreno ed in alto (alla Tommy Aldridge) sia il miglior sistema per romperli sul bordo, soprattutto quelli pi? sottili pestonati a morte.
Personalmente ho imparato da un paio di anni a colpire i piatti, che tengo un po' inclinati verso di me, con un <u>leggero</u> movimento "a uscire". Questo ovviamente riguarda il crash da 16 che tengo a sinistra e lo splash che sta sotto, perch? gli altri piatti ? difficile colpirli cos?, vista la loro posizione nel set. Oltre a non romperli, si ottiene il notevole vantaggio di non farli oscillare eccessivamente, potendo cos? colpirli pi? volte in successione.
<b>Per quanto riguarda Thomas Lang, quella cosa che fa nel video ? una stronzata enorme, possibile solo per chi ha la sua tecnica, che non ha nessun vantaggio pratico se non quello di fare lo sborone.</b>Ciao ciao

banko ha scritto:Io credo che tenere i piatti paralleli al terreno ed in alto (alla Tommy Aldridge) sia il miglior sistema per romperli sul bordo, soprattutto quelli pi? sottili pestonati a morte.
Personalmente ho imparato da un paio di anni a colpire i piatti, che tengo un po' inclinati verso di me, con un <u>leggero</u> movimento "a uscire".




Cann ha scritto:Un maestro tempo fa mi aveva insegnato a colpire i piatti non andando dritto sulla superficie, ma leggermente di "sguescio" al fine di estendere la potenza del colpo su un'area pi? grande. Cos? si otteneva un suono pi? pieno e il piatto veniva meno sollecitato. Ho preso la cosa davvero seriamente e ora non so dare copli ai piatti fuorch? in tal modo. Credo che anche voi, per lo meno alcuni, usiate tale tecnica e vi chiedo: ho visto vari batteristi professionisti che danno delle botte come un qualsiasi profano colpirebbe un piatto, pertanto voi quanto ci state attenti a quest'uso? Pensate sia molto importante?





woder V ha scritto: Amico:amica=Maometto:montagna


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