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studi di [IMPROVVISAZIONE]

Una sezione per parlare di esercizi, lezioni, dubbi pratici, consigli di tecnica, insomma tutto cio' che possiamo imparare ed applicare sullo strumento.
Accordatura inclusa.

Messaggioda ziopot il mer gen 16, 2008 12:58 am

Buonasera a tutti!

Ho letto un po' in giro, cercando tra i metodi e percorsi didattici di vari maestri, che compaiono anche questi fatidici studi di impriovvisazione. Quello che volevo sapere è se esistono testi mirati (magari riferiti al jazz, in particolare) o se "basta" suonare magari su determinati standard e lavorare di fantasia, ritmo e quant'altro..

ad esempio tieni lo "standard" per 4 battute, poi le altre 4 le improvvisi, cercando di non essere mai ripetitivo, e sempre il più musicale possibile..

Grazie a tutti!

p.s. non cazziatemi per il search, l'ho fatto, ma non ho trovato niente di specifico.. :P
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il mer gen 16, 2008 1:05 am

Si, esiste in commercio un ottimo metodo di studi di improvvisazione.Si chiama vivi più che puoi. :)
Ossia, prima studi molto molto molto molto...poi lasci perdere tutto quello che hai studiato e cerchi di vivere la vita oltre il fatto musicale.esci, fai esperienze, belle o brutte, ma vivi molto, molto, molto...
A questo punto metti in pratica quello che hai studiato musicalmente e quello che la vita ti ha fatto capire e descrivi al tuo strumento quello che senti, quello che hai capito della vita...insomma, ti descrivi e se vuoi dialoghi con gli altri musicisti ma in forma di esperienza di vita , non solo come tecnica...Questo è improvvisare. :wink: almeno, per me.
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Messaggioda ziopot il mer gen 16, 2008 1:13 am

Grazie Raffale per il tuo consiglio.

Non mi riferivo ad un fattore di tecnica, anche io credo che le esperienze ( anche al di fuori della musica) ti aiutano, tutte, belle o brutte che siano.
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Messaggioda blackash il mer gen 16, 2008 10:41 am

Io ti consiglio di seguire (se c'è nella tua città) un corso di musica d'insieme, fare tutti i workshop e seminari jazz a cui hai la possibilità di andare e andare alle jam session.
Fondamentale anche analizzare la musica che ascolti, capire perchè e quando si usano certe dinamiche o si suona in un certo modo, capire l'interplaying tra i vari strumenti...
Come metodi i due di john riley hanno dei buoni spunti, e sono spiegate un po' le "regole" come il coasting ecc... ma sono assolutamente insufficienti per avere una preparazione completa.
Io personalmente ti consiglio di iniziare lo studio gli standards con lo spartito del real book davanti, e di ascoltarti una versione classica del brano (magari del compositore) cercando di seguire il tema sullo spartito mentre viene suonato e di continuare a seguirlo e cantartelo in testa anche durante i soli, visto che quando ti troverai a suonare in gruppo uno standard dovrai avere sempre il tema in testa (a meno che non ci si metta d'accordo su strutture particolari).
Come secondo esercizio "per prendere confidenza" sempre con lo spartito del real book davanti (ma senza musica) prova a cantarti in testa il tema e accompagnalo con il piatto evidenziando con qualche piccolo accendo di rullo o cassa le note che "spiccano" (e potresti mettere anche qualche semplice fill o comping su note lunghe o pause). Lo scopo dovrebbe essere che un musicista che ascolta solo la batteria dovrebbe intuire di che pezzo si tratta.
Poi ci sarebbero parecchi altri vari accorgimenti e "regole" che vanno imparate prima di essere infrante o dare libero sfogo alla fantasia (cambio di stile di accompagnamento tra i vari A e B... o uso delle dinamiche appropriato), a scrivere tutto essendo chiari e sintetici verrebbe fuori un libro però :D
Ripeto, se hai la possibilità di seguire un corso di musica d'insieme queste cose le impari alla perfezione :wink:
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Messaggioda Pippo il mer gen 16, 2008 11:07 am

In realtà qualche metodo c'è, come quello di Dom Moio (bebop Phrasing for Drums), interessante.
o ne ho da poco comprato un altro, più completo e complesso, intitolato "Motivic Drumset Soloing" di Terry O'Mahoney.

I testi di John Riley ("The art of bop drumming" e "Beyond Bop drumming") sono ottimi:il primo in particolare dà delle regole di base per sviluppare dei solo melodici. Belli anche gli esercizi del metodo "The complete drummer's vocabulary" di John Ramsay.
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il mer gen 16, 2008 11:19 am

L'improvvisazione non si impara sui metodi.Sui metodi impari la tecnica.L'improvvisazione è quello che sei tu.Per improvvisare bene, oltre ad avere buona tecnica acquisibile con studi vari, bisogna avere vissuto molte esperienze.Un aneddoto in particolare mi ha incuriosito:un grande musicista un pò squilibrato, ma grande, un certo C. Parker (molti lo conosceranno, spero) prima di un concerto si fece mettere dentro un carrello e spingere in discesa.Fece circa cento metri di discesa sul carrello poi si schianto sull'asfalto.Il tutto per avere più brio durante il concerto.Diceva infatti che lo spirito dell'improvvisazione stava appunto nelle esperienze di vita.E se non era un improvvisatore lui...
Adesso con questo non voglio dire che dovete sfracellarvi al suolo, ma semplicemente non passare troppo tempo sui metodi e andatevi a godere la vita o anche semplicemente vivere ma uscire fuori dalle quattro mura e vivere...guardare i tramonti, e perchè no, saper anche soffrire...
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Messaggioda Pippo il mer gen 16, 2008 11:28 am

Mah...
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Messaggioda souldrum il mer gen 16, 2008 2:17 pm

Diciamo che l'improvvisazione e' lo sfogo estremo della propria musicalita', lo studio musicale e l'ascolto possono aiutare nel chiarire le idee.......e comunque la continua consapevolezza di cio' che si sta facendo e della metrica del pezzo rimangono essenziali.......
Aggiungo anche che e' molto utile suonare, suonare, suonare.......con gente diversa, conosciuta o meno, e musica diversa (anche qui conosciuta o meno)........cercare di capire cio' che gli altri musicisti vogliono comunicare, e inserire quindi cio' che si vuole comunicare. Inoltre, creare l'intesa con gli altri musicisti, permette una maggior comprensione da parte loro, della nostra improvvisazione, e viceversa.
In questo modo si stimola molto l'improvvisazione, e la si impara a gestire.
In fin dei conti, tanto per dire, quando dobbiamo fare una parte di batteria per un pezzo appena scritto dal cantante o chitarrista del gruppo.......non lo improvvisiamo?..........lasciamo stare che poi viene sistemato.......ma di fatto l'improvvisazione e' interpretazione e musicalita'.......dando per scontato la preparazione tecnica che permette di esprimere certe cose.
Se poi ti riferisci all'improvvisazione nel jazz.........forse e' anche piu' facile, anche se alle volte tecnicamente piu' complesso.......per nel jazz i riferimenti dei classici sono gia' una scuola.....si tratta sempre di un'interpretazione con lo sfogo della propria musicalita'.
Se poi il metodo che si cerca e' un metodo tecnico...allora non so.....ma gia' gli esercizi classici sulla batteria, e gli esercizi base sullo swing, sono un buon mezzo per esprimere la propria musicalita' improssisando.


@Raffaele
la prossima volta che andro' nel mantovano ad assistere/partecipare a una di quelle session che organizzano spesso, prendero spunto dall'aneddoto da te citato.......ma non avendo discese, leghero' il carrello della coop (che ho sotto casa) all'auto di un amico e mi faro' 30 km sul carrello.... :D :D :D .....cosa dici...che trovero' piu' stimoli musicali, di freddo....o di dolore quando volo via? :lol: :lol: :D :D
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Messaggioda Ginger Drummer il mer gen 16, 2008 2:25 pm

Souldrum :lol:

Una soluzione alternativa è: Lsd e vedrai come improvvisi bene :)

Grateful Dead Docet :D
"Il blues esisteva prima che io nascessi. Esisterà sempre. Finché ci sarà gente che soffre ci sarà blues." (McKinley A. Morganfield) "Won't somebody tell me, answer if you can! Want somebody tell me, what is the soul of a man; I'm going to ask the question, answer if you can; If anybody here can tell me, what is the soul of a man?" (Blind Willie Johnson)
“La cosa fondamentale è imparare a swingare. Dimentica la tecnica! E’ importante suonare in maniera personale!" (Art Blakey)
Mio gruppo Roots blues: www.myspace.com/pulinandthelittlemice - Country/folk: www.myspace.com/thelonesomepinesband
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Messaggioda blackash il mer gen 16, 2008 4:05 pm

Il discorso di Raffaele è sacrosanto quando però una persona è in grado di gestire la struttura di uno standard (visto che nel topic mi sembra che ci si riferisca al jazz e non è una cosa poi così semplice): se si da libero sfogo alla propria creatività e si suona con le spazzole sul solo di sax e si legna sul solo di basso, per poi magari fare un solo di batteria senza rientrare sul tema e si canna di brutto la chiusura, perchè invece di suonare col resto del gruppo ci facciamo gli affari nostri, beh si sarà stati anche creativi però il risultato sarà che il resto della band si guarderà bene di suonare con te alla prossima occasione...
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Messaggioda batran il mer gen 16, 2008 7:19 pm

io sono d'accordo sull LSD, poi rimando su un discorso serio cambiare sembre musicisti con cui si suona non è male...
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Messaggioda ziopot il mer gen 16, 2008 7:45 pm

Grazie a tutti, ottimi consigli.

Oggi intanto che tornavo a casa dall'università in treno, ascoltando un po' di musica, cercavo di focalizzarmi sulla batteria, le varie dinamiche, le interazioni con glia ltri strumenti, i solo, etc etc.. cercando un po' di analizzare il tutto ecco.. Almeno per capire cosa/come suonassero.. credo sia utile, almeno anche solo per farsi un'idea.. anche se generale ecco.

@ Pippo

Del metodo di Dawson ho avuto modo di "vedere" il cosidetto "Rudimental Ritual", e ne sono rimasto piacevolmente colpito, in quanto tenere come base cassa e charleston in stile bossa, intanto che con le mani fai tutt'altro, l'ho trovato molto stimolante, per coordinazione e non solo. Se hai avuto modo di vedere anche il resto del libro, posso chiederti com'è strutturato e che temi affronta!?

@ Souldrum

Io abito in provincia di Modena, non sono lontano da Mantova.. ho sentito che parlavi di session.. etc, potresti darmi qualche informazione in più, magari su dove si svolgono..

Grazie a tutti
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Messaggioda bibi il mer gen 16, 2008 9:16 pm

Oltre a quotare il primo intervento di blackash, un metodo che tra le altre cose tratta anche dell'improvvisazione è " The Art of Modern Jazz Drumming" di Jack DeJohnette, che però non posseggo.
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Messaggioda Pippo il mer gen 16, 2008 11:11 pm

Il libro di DeJohnette lo posseggo, e tratta molto poco dell'improvvisazione :oops:

Sul metodo di Ramsay ho studiato molto a lungo. Direi che gli argomenti principali sono 4:

1) Rudimental Ritual
2) Coordinazione (interpretazioni del Syncopation, roba tosta)
3) Rullo a 1 (vari esercizi per sviluppare questo rudimento)
4) Soloing (eccellente esercizio per imparare ad organizzare soli in struttura)

ziopot ha scritto:@ Pippo
Del metodo di Dawson ho avuto modo di "vedere" il cosidetto "Rudimental Ritual", e ne sono rimasto piacevolmente colpito, in quanto tenere come base cassa e charleston in stile bossa, intanto che con le mani fai tutt'altro, l'ho trovato molto stimolante, per coordinazione e non solo. Se hai avuto modo di vedere anche il resto del libro, posso chiederti com'è strutturato e che temi affronta!?
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il sab gen 19, 2008 2:09 pm

Soul, con il sistema che hai citato del carrello penso ti sia molto utile per suonare alla perfezione almeno un pezzo molto noto chiamato take the a-train posto che non userai mai più quel sistema di locomozione :D :D
Comunque, a parte gli scherzi, a me capita spessissimo che dopo una esperienza forte, il mio modo di suonare sia più intenso.
Black, è indubbio che la tecnica e la precisione sia fondamentali e debbano essere curati innanzitutto...questo è scontato e doveroso.
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Messaggioda blackash il sab gen 19, 2008 3:35 pm

Ma infatti mi pare che si stia parlando di INIZIARE lo studio dell'improvvisazione, non di fare studi avanzati, quindi la prima cosa da fare è studiare le strutture, l'uso delle dinamiche e l'interplaying.
Una volta che si è preparatissimi su queste cose si possono iniziare i discorsi sulla spiritualità musicale e l'uso di fattori e esperienze (e sostanze :lol: ) che alterano la mente 8)
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