banana ha scritto:Ne sei davvero convinto? A giudicare da come parlano tutti, anche qui dentro, non si direbbe!![]()
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Sei stato molto chiaro e ho capito cosa intendi dire, per? resto dell'idea che come i grandi del jazz da voi citati ispirano e ispireranno sempre le generazioni future di batteristi jazz (e non solo) Colaiuta ? stato e sar? anche in futuro un riferimento per chiunque vorr? lanciarsi nel mondo della musica, magari solo di un certo tipo...lo stesso Pier Foschi o Ezio Zaccagnini (tanto per dirne due...)hanno Colaiuta tra i loro primi ispiratori.
in effetti in questo caso avrei dovuto usare una parola diversa (e ci avevo pure pensato) ma non mi ? venuta in mente... con ispirare non intendo il far scoprire a qualcuno la passione per lo strumento o l'essere un riferimento come batterista (in questi casi colaiuta pu? essere ed ? un punto fisso per molti batteristi...anche per me)... io intendevo lo stile, qualcosa che uno possa tentare di imitare... delle cose che suonandole tu dici ok questo fa molto "..." (inseriscici un nome a caso...williams per esempio).. dei suoni, delle combinazioni tipici per un solo batterista..il modo di costruire gli assoli (pensa a roach), di integrare i rudimenti sul rullante (pensa a gadd...o meglio e diversamente a dawson), al charly in quarti nel jazz che anche se ? ormai banalissimo e solo una parte piccolissima delle sue innovazioni fa sempre pensare al grande tony williams... quando uno strapicchia il suo ride nel jazz (ma con gusto e non inutilmente) si pensa inevitabilmente ad elvin (anche se ci sono molti altri che hanno "maltrattato" i loro ride...ma se pensi ad elvin pensi subito al gran suono del ride e al ride che si piglia certi colpi che lo fanno quasi volare via...)... ecc.
certo colaiuta ha la particolarit? di integrare roba dispari e renderla musicale senza che uno (se non ci sta attento e non ? batterista) capisca che sta suonando roba "strana" per? ricordarlo per questo ? 1. troppo poco riconoscimento perch? colaiuta ? prima di tutto uno che suona sempre ci? che ci vuole per la musica... e 2. ? bello fare un fill in 5, trasformato in sestine di sedicesimi e renderlo musicale ma non ? una cosa che mi sembra il caso di imitare proprio perch? vinnie lo suona perch? gli viene naturale e non per far cose strane...
suonare musicalmente ? una cosa da pochi, per? se non ? veramente talmente esagerata la cosa che lo si sente subito (pensa a vari ride jazz che si riconoscono subito per il tocco inconfondibile che hanno), non ? una cosa per cui ci si rende riconoscibili o con cui si fa la storia...
ma la stessa cosa vale per molti altri (porcaro se non fosse per il groove di rosanna...ma se ti ascolti i vari album sono perfetti, pieni di emozione ma a parte questo che, lo ripeto, non ? poco anzi....o lo stesso katch? o jim keltner...un altro grandissimo (io lo metterei almeno alla pari di porcaro, ma immagino che anche molti del forum non lo conoscano poi tanto...) non sono riconoscibili come lo era un williams... ma pure un copeland che pur essendo inferiore ai vari vinnie & co. tecnicamente ha innovato moltissimo, ha dei groove che nessuno dimenticher? mai e il vuo stile viene imitato moltissimo...







Senatore de "labatteria.it"