da DannyK il mer apr 29, 2009 2:43 pm
"Le esternazioni di Veronica Lario riguardo alle candidature proposte dal premier, riportate quest'oggi da tutti i quotidiani e i mezzi di informazione, non sono altro che l'ennesima esplicazione di una messa in scena che si protrae ormai da molto tempo e nella quale Berlusconi ha trovato la chiave decisiva del proprio successo e della propria popolarità. In assenza di una viva opposizione (la nostra è morta da un pezzo) che contrasti (o almeno che ci provi) l'operato di quello che Veronica stessa chiama "l'imperatore", ecco che egli diventa capace di crearsi l'opposizione "fai da te", una roba domestica... fatta in casa: e per ciò si seve innanzitutto del fedelissimo Fini al quale, non più di due giorni fa affidava l'ingrato compito di condannare l'uso di "donne immagine", tra le candidate del Pdl alle europee, e di condannare quindi il suo stesso partito e il suo stesso sodalizio con il Cainano. Ora si presenta di punto in bianco anche lei, Veronica, la first lady che non ama apparire e mostrarsi ma che in compenso quelle poche volte che lo fa, riesce sempre a esternare tutto il "non-sense" che la caratterizza (per usare un eufemismo). L'aspetto interessante in questo bizzarro gioco delle parti è che alla fine di tutta la bufera, ad uscire rafforzato è sempre e solo il partito stesso, quello di Berlusconi s'intende, che vanta un unicum nella storia: la più completa autarchia dal punto di vista del dibattito: un vero e proprio mini-parlamento al suo interno, preparato ad hoc; oppositori, critici, sovversivi e guastafeste tutti rigorosamente "fatti in casa", che spesso fanno pensare a quanto sia prossimo e realizzabile il progetto di Berlusconi che non solo vanta la paternità di un unico grande partito, ma sogna anche, e non troppo di nascosto, la soppressione di tutti gli altri."