da Simone67 il mer mag 06, 2009 11:37 am
certo che riprodurre la magia trasmessa dai libri è cosa molto difficile, e nemmeno la triologia di Jackson c'è riuscita, se non in pochi brevi momenti.
quello però che vorrei è che questa ulteriore trasposizione cinematografica dell'opera di Tolkien eviti di contenere invenzioni ad uso della spettacolarizzazione/semplificazione, come invece è successo nella trilogia, specie nel Ritorno del Re.
posso capire alcune invenzioni effettuate per la necessità di evitare troppe complicazioni, quando però queste non stravolgono il senso profondo del testo.
per essere più chiaro, faccio un esempio proprio dello stravolgimento più grave:
nel libro "Il Ritorno del Re", la battaglia dei Campi del Pelennor fu vinta da Aragorn che è arrivato sul campo di battaglia a bordo delle navi, catturate ai pirati, portando con se i rinforzi che erano assediati nei porti meridionali di Gondor dai pirati stessi (servi di Sauron) e che furono liberati dall'intervento dei morti della Roccia di Erec.
Furono quindi i popoli di Gondor del Sud a vincere la battaglia, insieme ai Rohirrim.
Invece nel film, sono i morti che vincono la battaglia, direttamente attaccando gli orchi nei Campi del Pelennor.
Questo è stato uno stravolgimento inaccettabile, visto che Tolkien nel suo libro ha voluto sottolineare chiaramente che la grande vittoria sotto le mura di Minas Tirith fosse dovuta a tutti i popoli della Terra di Mezzo, che grazie al rispetto della grande ed antica Alleanza erano ancora in grado di battere Mordor. Invece nel film, la vittoria si deve ai morti, che da soli distruggono il potente esercito di Mordor, finendo per svalutare l'importanza del popolo dei "vivi".
Se "lo Hobbit" eviterà questi stravolgimenti, allora resterà una pietra miliare per tutti i cultori di Tolkien, altrimenti finirà per farmi passare la voglia di rivedere la trilogia, come è avvenuto dopo una prima entusiastica accoglienza.
DIRTY OLD DRUMMERS ALLIANCE
Membro della Congrega dei Batteristi Casalinghi