Secondo me..generalizzando parecchio si può ricondurre tutto all'istinto di autoconservazione.
Dalla persona più buona e pia della terra al tiranno più spietato noi componiamo, ogni volta che ci si para davanti una scelta, una scala gerarchica di interessi, e a seconda della nostra indole, educazione, credo o valori, decidiamo di sacrificare parte del nostro potenzialmente infinito "bisogno di primeggiare per sopravvivere". Questa cosa la noto spesso (e sto male quando ci penso) per esempio dal dottore o che ne so, in rosticceria del mercato...gente che letteralmente si scanna verbalmente per un posto di una fila. Mi domando perchè tutto ciò? Ognuno fa valere il proprio interesse (quello che ha fretta perchè ha la bambina a casa malata, l'altro la pentola sul fuoco che si brucia e vuole passare davanti, quell'altro ancora sostiene di essere li da mezzora e di essere stato scavalcato a sufficienza).
Secondo me parte tutto da quello...una spinta egoistica innata all'uomo, che è la fonte della sostanziale cattiveria umana. Ogni crimine, dal più misero al più scellerato viene commesso credo con questa logica: "Tutto ciò è giusto perchè fa bene a me (in qualunque modo..) e il mio interesse/piacere/bisogno è più importante di quello dell'altro)
Si può arrivare
- a rubare con questo ragionamento (lui è ricco, io un poveraccio..non gli cambierà mai la vita avere qualche migliaio di euro in meno nel conto in banca)
- a uccidere (quella persona mi ha fatto soffrire talmente tanto che deve pagarla/chi sono io per soffrire cos'? ho diritto a rifarmi una vita, vita in cui quella persona non deve aver parte)
- a sterminare/discriminare (io, in quanto appartenente ad una certa comunità credo che nell'interesse della comunità ..e quindi mio...debba operare contro altre minoranze/diversità)
- ecc....
Spero sia comprensibile la mia linea di ragionamento

