@Bizio: per la mia esperienza di registrazione e dopo qualche chiacchierata con tecnici del suono non posso che darti ragione. Il punch, il suono secco della cassa è fondamentale, da lì poi si lavora agevolmente.
Quindi in teoria dopo questo discorso, fermo restando che nel suono finale molto è dato dalla pelle, dall'accordatura, dal battente, le casse lunghe sono un po' svantaggiate...
Riguardo al suono stavo giusto riflettendo sul suono dei tom negli anni '70: alcuni batteristi nei loro set utilizzavano in maniera più o meno ampia i concert tom, tom senza pelle risonante. Il loro suono è aperto e focalizzato su una particolare nota, mentre i tom normali hanno più sustain e producono un accordo tra la risonante e la battente.
Se si ascolta il live ""Second out" (1977) dei Genesis si può apprezzare il loro suono che sta benissimo nel contesto, ma notavo che anche in altri dischi (tipo dei Pink Floyd) il suono della batteria di Mason è simile a quella di Collins e Chester Thompson. I suoi tom sono quelli canonici, ma il suono che lo studio di registrazione elabora è quello "alla moda in quei tempi".
Adesso mi chiedo se fosse ancora possibile per un batterista hard rock suonare con i concert tom...Mah!




