A me avevano detto che il sassicaia , quello tostissimo, deve avere un invecchiamento di 20 anni percui solo poche bottiglie vengono messe in vendita all'anno.Si tratta di vecchisime botti e ogni anno se ne apre una nuova, e ogni anno se ne prepara una nuova per i prossimi 20 anni.Boh...i misteri del vino.Anche sullo champagne c'è chi sostiene che il vero champagne deve avere sempre lo stesso sapore di molti anni orsono, percui anche con questo si usano vini molto vecchi con aggiunta di nuovi per mantenere sempre lo stesso sapore (contro il vecchio detto che non si aggiunge vino nuovo al vecchio

).
Comunque raga anche qui è come per il collezionismo di batterie e il suonarci sopra.Mi spiego.Collezionare bottiglie di vino, molto particolare questa collezione, comporta scegliere buone bottiglie da invecchiamento e tenerle ad invecchiare nei posti giusti che non abbiano sbalzi di calore e luce a pena l'inesorabile deterioramento del vino stesso e la sua perdita di valore oltre che di sapore.Bere vino tanto per bere è come suonare una b atteria tanto per far casino.No, non è l'approccio giusto.Una batteria va suonata nel contesto giusto (a parte casi sporadici di batteristi solitari.Credo di conoscerne qualcuno

...) così come un vino va bevuto nel contesto giusto e raramente da solo, ma può capitare.Ogni vino si accompagna bene a altri alimenti (anche il vino è un alimento e non , come si crede, una bevanda).E' l'abbinamento giusto che esalta le doti del buon vino.Ad esempio, una bella fiorentina, quelle alte cinque centimetri, accompagnata da un buon chianti è ottimo piacere effimero che accarezza la mente per quel poco di tempo cui pensiamo solo a soddisfare il gusto.Errato sarebbe ad esempio accompagnare filetti di branzino al sale con un sassicaia anche se è il miglior vino italiano.Dunque parlare di buoni vini va benissimo, ma bisogna anche saperli accompagnare e qualche volta anche azzardare commistioni improbabili ma efficacissime, come ostriche crude e cognac del 1873
