quelli che l'hanno votato iniziano a farmi un po' pena













«Previti corrompeva per conto della Fininvest»
Sme, le motivazioni della sentenza: «Il Cavaliere disse che il gruppo non aveva interesse alla vicenda. Non è vero»
MILANO - Cinque anni di carcere per corruzione del giudice Renato Squillante non sono stati, il 22 novembre scorso, la condanna inflitta all' avvocato Cesare Previti per i propri interessi personali con l' ex capo dei gip romani: la prima sezione penale del Tribunale di Milano ha invece condannato il braccio destro di Silvio Berlusconi, suo legale di fiducia ed ex ministro della Difesa nel suo primo governo, perché ha ritenuto «provata negli atti» la tesi d' accusa «che attribuisce ai corruttori un agire per conto della Fininvest» e con soldi provenienti «o dalla Fininvest direttamente, o da altro soggetto socio della Fininvest e quindi avente in comune il medesimo interesse». Le 216 pagine di motivazioni del presidente Luisa Ponti, depositate ieri a 4 anni esatti dall' inizio del processo, delineano «una triade» in cui «Previti, in veste di corruttore, è operante con il concorso consapevole dell' avvocato Pacifico, e Squillante è il giudice corrotto messosi a disposizione per favorire l' interesse di una parte (Fininvest o comunque società collegate)». Squillante a «libro paga», infatti, per il Tribunale era «di interesse sia da parte di Previti che del cliente Fininvest, e ciò proprio a partire dal 1980 cui si riferisce la teste Stefania Ariosto circa la creazione di una "lobby" di magistrati amici» di Previti. Al quale non sono concesse attenuanti per una «corruzione di magistrato devastante per lo stesso sistema democratico, in cui il valore essenziale della giurisdizione è proprio quello dell' autonomia ed imparzialità del giudice». Si vedrà dal 16 aprile, ripresa del processo Sme per lo stralciato Berlusconi, se avrà ragione l' ex capo dello Stato Francesco Cossiga (che profetizza: «Berlusconi va verso un' assoluzione con formula piena, a differenza di Previti») o se i tre nuovi giudici concorderanno con i colleghi «uscenti» in una ricostruzione degli atti che innerva persino l' assoluzione degli imputati dalla seconda accusa: l' aver comprato nel 1986 la sentenza sul caso Sme del giudice Verde. Il Tribunale presuppone una tangente stanziata da Pietro Barilla (socio di Berlusconi nella cordata Iar) appunto per la Sme, ma non trova prove per affermare che sia arrivata ai magistrati della causa, tantomeno a Verde. Luigi Ferrarella lferrarella@corriere.it I MOTIVI DELLE CONDANNE «I depositi esteri sono le prove L' Ariosto è una teste sincera» Previti (5 anni), Squillante (8), Pacifico (4) vengono condannati per corruzione nel capo d' imputazione A, quello che in Squillante ravvisa un giudice stabilmente «a libro paga» di Previti (a prescindere anche dall' inquinamento di singole sentenze) per assicurare «a priori una generale disponibilità ad attivarsi secondo le richieste dell' erogatore». La condanna poggia, più di tutto, sul cosiddetto «bonifico Orologio» del 6 marzo 1991 in Svizzera: «In sintesi, la somma di 500 milioni di lire, convertita in 434.404 dollari, passa dal conto Polifemo al conto Ferrido al conto Mercier di Previti e infine al conto Rowena di Squillante, il tutto pressoché contestualmente. E Ferrido e Polifemo sono conti bancari in capo ai dirigenti Fininvest Giuseppino Scabini e Candia Camaggi». Infatti, «dai documenti bancari risulta che il conto Polifemo è stato aperto il 2 ottobre 1990 da Scabini, con delega a Camaggi»; e che ad alimentarlo in gran parte sono i contanti fatti affluire dagli spalloni dell' agenzia «Cambi Diba» di Elena Bauco, cioè i «contanti per il cui trasporto dall' Italia in Svizzera un membro di direzione della Fininvest, Giorgio Vanoni, aveva chiesto una persona fidata a Giorgio Ferrecchi, membro del consiglio di amministrazione della Fininvest S.a. di Lugano. Ferrecchi ha ricordato che i soldi venivano ritirati a Palazzo Donatello; Bauco ha ricordato che tra i conti a lei indicati come destinazione c' erano All Iberian e Polifemo, Ferrecchi ha ricordato anche il conto Ferrido». Sul punto, non promette bene per la ripresa del processo a Berlusconi il giudizio con il quale il Tribunale liquida la credibilità del direttore finanziario Fininvest, Livio Gironi, che (in assenza di qualunque documentazione) aveva confermato la tesi di Previti secondo la quale quei conti esteri Fininvest avrebbero saldato parcelle legali elargitegli in nero: tesi «più vaga di così non potrebbe essere, non si venga a dire che Gironi non è in grado di documentare le parcelle pagate in nero a Previti». E anche la versione di Squillante (che si rappresenta inconsapevolmente interposto da Pacifico in una compensazione di capitali esportati tra Previti e Pacifico) appare al Tribunale «francamente inverosimile e incredibile», di «valenza pretestuosa», a tratti persino «pateticamente» esposta. Su queste basi, «solo con "un atto di fede"» potrebbe crederci il Tribunale, che invece si sente di esprimere «un tranquillo giudizio di sincerità» sulla teste Stefania Ariosto, anche quando racconta la «cena delle mazzette» a casa Previti e la borsa di denaro a Squillante nel parcheggio della Canottieri Lazio al grido di «A' Renà' , te stai a dimentica' questa...». Vittima di una «straordinaria e inusuale reazione tendenzialmente distruttiva sul piano mediatico e processuale», Ariosto «è un teste "faticoso" per il suo modo di esprimersi talvolta contorto e per il sottofondo polemico»: tuttavia, «le risposte date per mera reazione emotiva e le momentanee confusioni, sempre adeguatamente sollecitate da un' abile tecnica delle difese, fanno colore ma non intaccano certo l' attendibilità» di una deposizione sulla quale «non vi è nessun mistero ma solo sospetti e illazioni enfatizzati oltre ogni limite». L. Fer. I MOTIVI DELLE CONDANNE «Sme, non dimostrato che i soldi siano andati a dei magistrati» Sul capo B, cioè l' ipotizzato mercimonio della sentenza del giudice Filippo Verde che nel 1986 stoppò la vendita della Sme dall' Iri di Prodi alla Buitoni di De Benedetti, il Tribunale perviene all' assoluzione completa muovendo però da una quasi requisitoria. Per cominciare, mostra di non credere a Silvio Berlusconi quando, in aula a Milano, disse che «non aveva avuto alcun interesse nella vicenda giudiziaria Sme» una volta stoppato De Benedetti con l' offerta della Iar (cordata Fininvest-Barilla-Ferrero). La Iar, gli obietta il Tribunale, «è intervenuta in tutti i gradi di giudizio, anche dopo l' abbandono della compagine sociale da parte di Barilla e di Ferrero», e «non si può dire quindi che la Fininvest non avesse interesse alla vicenda, di cui ebbe modo di occuparsi certamente Previti». E «stando al complesso degli atti processuali, deve ritenersi, e per certo, che l' iniziativa di costituire la cordata fu di Berlusconi, che ne parlò con il commercialista Pompeo Locatelli su indicazione di Silvano Larini e stimolato a mettersi in campo personalmente da Bettino Craxi». Di più: il Tribunale condanna Squillante anche per una parte (100 milioni) del miliardo e 750 milioni che nel maggio 1988 Pietro Barilla (scomparso) bonificò a Pacifico, che li divise tra sé, Previti e Squillante. «Se Barilla ha pagato in coincidenza della definizione della causa giudiziaria Sme, non può essere altro che in esecuzione di una assicurata capacità di intervento sui magistrati competenti alla trattazione della causa stessa, in modo da ottenere un esito favorevole per la Iar»: capacità assicurata «da Previti che aveva a disposizione Squillante a mo' di testa di ponte nei confronti di altri magistrati», e che «agiva per conto della Fininvest». Ma «pur con tutta la sua valenza suggestiva, non basta la constatazione che la triade Previti, Pacifico e Squillante si sia attivata». Perché per il Tribunale «non è neppure affermabile con certezza, essendo solo probabile», che le tangenti stanziate da Barilla «siano andate effettivamente a chissà quali magistrati. Può bene essere che il livello di intervento di Squillante sia stato sempre illecito, ma di ingerenza informativa per sondare gli orientamenti di questo o quel collegio; cosicché può ben anche essere che vi sia stato un clamoroso millantato credito, utilmente speso proprio per la disponibilità di un alto magistrato della sede giudiziaria interessata dalla vicenda che stava a cuore alla Iar». La specifica sentenza di Verde, infatti, per il Tribunale «non presenta di per sé alcuna anomalia, né sotto il profilo del comportamento né sotto quello del contenuto decisorio». E, diversamente da quanto proposto dal pm, «non c' è la prova che possa collegare l' asserita ricezione di almeno 200 milioni alla messa a disposizione da parte di Verde della propria funzione a favore di Previti per conto della Iar». Certo, ci sarebbero i rapporti economici esteri (conto Master) tra Pacifico e Verde, ma sono del 1991: ed «è stata una scelta dell' accusa» (sbagliata, pare ritenere il Tribunale) «impostare una imputazione in cui la remunerazione è rigidamente posta in dipendenza della sentenza del 1986». L. Fer. Processo stralcio: si inizia il 16 aprile Assolto nel merito l' ex pm Misiani 1 Il 22 novembre 2003 si è concluso in primo grado il troncone principale del cosiddetto processo Sme/Ariosto, iniziato il 9 marzo del 2000 e celebratosi davanti alla prima sezione penale del tribunale di Milano 2 Gli avvocati Previti e Pacifico sono stati condannati a 5 e 4 anni per la corruzione «a libro paga» del giudice Squillante (8 anni). Tutti invece assolti, insieme al giudice Verde, dall' accusa di averne «comprato» la sentenza Sme del 1986 3 Assolto nel merito l' ex pm Misiani dall' accusa di aver favorito Squillante; assolta la nuora di Squillante dall' accusa di averlo aiutato a far sparire i soldi; prosciolti per prescrizione i figli di Squillante, Mariano e Fabio, per la stessa imputazione 4 La posizione del coimputato Silvio Berlusconi è stata prima stralciata per i «legittimi impedimenti» del premier, e poi congelata dal lodo Schifani, bocciato però dalla Consulta. Il processo riprenderà così davanti a tre nuovi giudici il 16 aprile




Ginoleo ha scritto:In data 19/09/2009 Paolo Barnard disse:
"Berlusconi è un genio.
Silvio Berlusconi ha ipnotizzato il 60% dell'Italia...
... e ha fatto uscire di cervello del tutto il rimanente 40%.
Berlusconi di fatto controlla la mente del 100% degli italiani. Geniale.
Pensateci."




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