Parole sante alex, ma il discorso che fai è forse più nell'ambito dell'interplay jazzistico, dove giustamente il dialogo avviene sviluppando ciò che comunicano le persone con cui stai suonando.
Io mi soffermerei sul discorso dello sviluppo visto che apriamo questa parentesi; il mio insegnante di arrangiamento e improvvisazione (klaus gesing) ci raccontò un aneddoto sui weather report in studio: in un solo di wayne shorter peter erskine ripete più volte con la batteria una frase del solo di sax, a quel punto erskine annuisce verso shorter in cerca di approvazione e shorter gli dice "man, don't do it anymore". Mi pare abbastanza chiaro il discorso, lo sviluppo nell'improvvisazione non consiste nel ripetere quello che fa il solista ma nel portare avanti il discorso, è come se io ti dico "ciao, come stai?" e tu mi rispondi "ciao, come stai?".
Tornando in topic, secondo me se arrangi la parte di batteria per esemprio usando degli accenti sul charletson che riprendono la parte di chitarra, la cassa che segue il basso (se fa molte note magari tralasciandone qualcuna), e i fill suonati nelle pause della voce (fare un fill sopra il cantato tante volte è sconsigliabile) è difficile che esci dal brano perchè per forza di cose sei ancorato a quello che suonano gli altri, e molto probabilmente quello che suoni risulterà molto musicale perchè suoni "dentro" al pezzo e hai rispetto per gli altri musicisti e per la musica in generale.
Spero di essere stato chiaro
