io più che altro non ho mai capito questa sorta di "accanimento" per "i ragazzini", "la gente che non suona", etc etc.
voglio dire, la musica è una cosa popolare, un istinto, una cosa che piace perchè piace.
non è come alcune altre arti, che le si può apprezzare di più avendone una certa cultura.
un groove di Steve Gadd mi può prendere adesso tanto quando mi prendeva quando non ero batterista.
certo, poi col tempo ci si affina il gusto, e suonando uno strumento si possono apprezzare certe sfumature, certe finezze. così come si possono notare certi "difetti" di altri batteristi.
ma alla fin fine quello che ci piace ci piace perchè siamo ascoltatori, non perchè siamo batteristi.
conosco invece certi batteristi (e musicisti in genere) che hanno iniziato ad ascoltare in modo quasi "scientifico", razionale...
che certe cose non le riescono ad ascoltare perchè non suonate da mucisiti eccelsi (eccelsi secondo i loro canoni). cantanti che non riescono a sentire Bob Dylan perchè è "stonato", batteristi che non ascoltano i Beatles perchè Ringo è "impreciso" e così via.
poi tutti sono liberi di ascoltare quello che vogliono, per l'amor di dio.
ma credo che se uno vuole diventare un musicista affermato, visto che molti di voi hanno questo sogno, allora debba anche saper mantenere sempre le proprie qualità d'ascoltatore.
non lasciare che il "modus ascoltandi" (:)) del musicista prenda il sopravvento su quello di semplice ascoltatore.
anche perchè così ci si preclude molta bella musica.
conosco molti bravi musicisti che in auto ascoltano, chennesò, il cd solista di Simon Phillips, e se gli metti sù gli Stones, schifano.
niente contro Simon Phillips, ho fatto un esempio a caso di un bravo batterista, ma non bisogna dimenticarsi che se si vuole far musica, la si fa anche (e spesso soprattutto) per "la gente che non sa di musica", "i ragazzini" etc etc. quindi è importante non rinchiudersi in un mondo di "musicisti che suonano per i musicisti".
non so se mi spiego, ma dalle mie parti conosco molti braviiiiissimi musicisti, che però non hanno un gran contatto con le realtà musicali, restano chiusi nel loro mondo e non suonano all'infuori dei baretti, pub e qualche piccolo teatrino.
poi invece c'è gente, anche molto meno brava, che ha investito soprattutto sul "creare musica", più che sul suonare e basta, e adesso hanno molto success. tour, dischi, date in tutta Italia...
e questi musicisti, nonostante siano affermati, hanno gli stessi gusti miei (o tuoi, o del tuo amico, o della tua ragazza) e infatti fanno il pienone ai concerti.
non voglio certo dire che non si debba studiare (anzi, io per primo l'avrei fatto volentieri), le due cose, la parte creativa e quella "di studio" possono benissimo andare di pari passo.
anzi, più studi più hai possibilità di essere creativo e di saper dire meglio quello che hai da dire.
ma purtroppo molti musicisti, ed è un dato di fatto, si concentrano molto sul "come" dire le cose e poco sul "cosa" dire.
e di fatto si riducono a suonare poco, a fare solo qualche progettino, qualche data, piccole registrazioni, a mettere filmati in internet.
insomma, basta aprire youtube e vedete batteristi che fanno cose mostruose che però non hanno neanche un gruppo.
sto uscendo sempre più dal discorso iniziale, scusate, e non so dove sono finito...
insomma, tutte queste parole per dire che chi fa musica va valutato per quello che dà alla gente, non solo per tecnica, suono, etc etc.
Gadd ha dato tanto alla batteria ed alla musica in generale, ed io lo amo, ma Charlie Watts, tanto per fare un nome, ha dato altrettanto alla musica.
e se una rivista del settore vuole dare importanza a Charlie Watts, o al suo contemporaneo, a me sta benissimo.
e leggerò sempre con piacere un articolo su questi batteristi, tanto quanto leggerò quello su, buh, "Joey Baron".
e credo dovrebbe farlo ogni musicista o aspirante tale. dovrebbe imparare da entrambi.
Pace Amore e Paradiddle.