L'olio di per se non fa male al legno, anzi in effetti è una delle finiture più antiche.
Bisogna però ricordare che qui si parla di strumenti musicali, quindi la protezione del legno non è l'unica cosa da guardare in una finitura.
Innanzitutto bisogna distinguere fra oli essiccativi e non essiccativi. L'olio di lino, di tung e altri tipi di olio sono essiccativi, cioè tendono ad indurire stando a contatto con l'aria. La durezza che raggiungono non è paragonabile a quella della maggior parte delle finiture, gommalacca compresa, a meno che non si utilizzino dei trattamenti (tipo la polimerizzazione) o delle miscele di componenti che cambino le caratteristiche dell'olio.
Altri oli, come quello di vaselina, non sono essiccativi, restano cioè sempre allo stato liquido.
In questo caso ovviamente hanno più un effetto lubrificante che protettivo (ad esempio un po' d'olio di vaselina sui bordi del tamburo favorisce lo scorrimento delle pelli e facilita l'accordatura), anche se un certo effetto sul suono ce l'ha, in realtà simile a quello degli oli essiccativi.
Tutti gli oli tendono a penetrare nel legno, compresi quelli essiccativi. Infatti questi impiegano comunque molto tempo ad indurire (si parla di diversi giorni). Gli oli quindi non producono un film protettivo sopra il legno, ma penetrano nelle fibre ottenendo un riempimento delle fibre del legno. Per questo si dice anche che le finiture ad olio proteggono "dall'interno". L'eccesso va eliminato, in quanto di solito l'olio secco risulta opaco e lattiginoso, oltre che poco resistente. Una finitura ad olio quindi offre scarsa protezione ai graffi ed all'usura, che dipende quindi dal tipo di legno: una tastiera d'ebano è comunque molto resistente, e viene tra l'altro molto spesso finita ad olio. Una tavola di abete finita ad olio avrà una scarsa resistenza all'usura.
Certe finiture ad olio (tipo l'olio danese) sono un mix di oli e vernice ed hanno caratteristiche che sono una via di mezzo tra le finiture ad olio e le vernici.
Altre finiture ad olio sono talmente trattate e modificate che risultano essere praticamente delle vernici, a parte il metodo di applicazione.
Non è semplice valutare le proprietà acustiche delle finiture ad olio. L'effetto infatti cambia a seconda dello strumento a cui si applica (per via delle diverse caratteristiche strutturali e acustiche), da quale olio si applica e da dove lo si applica.
L'olio di per se non ha grandi proprietà acustiche. Vista la scarsa durezza e considerando il fatto che viene assorbito dal legno (anche in profondità a seconda della viscosità dell'olio e della porosità dell'essenza), se consideriamo una tavola sottile l'effetto della finitura ad olio è quello di smorzare le vibrazioni. Per questo in liuteria è molto difficile vedere uno strumento finito ad olio, a meno di usare ricette molto particolari che ne cambiano radicalmente le caratteristiche. Anche il metodo di preparazione del legno e di applicazione cambiano rispetto al metodo comune, stravolgendo l'effetto che questo tipo di finitura ha sull'acustica. Le finiture ad olio vengono usate quasi solo negli strumenti ad arco (sempre con metodi particolari), mentre per le chitarre acustiche/classiche vengono quasi sempre evitate.
Viste le proprietà dell'olio, è facile capire che una tavola sottile di legno tenero una volta impregnata d'olio vibrerebbe meno, sarebbe smorzata. Dato che un liutaio di solito cerca di enfatizzare la risonanza si può intuire perché una finitura ad olio sia poco apprezzata in liuteria.
Parlando invece di tamburi, un fusto composto da diversi strati di legno incrociati e incollati tra loro è ovviamente molto più rigido di un singolo strato di legno. L'acustica è già stata modificata a causa della struttura stessa del fusto. A seconda dello spessore degli strati e della qualità della colla il legno può essere già molto impregnato.
In uno scenario come questo è evidente che le proprietà della finitura sono meno influenti, soprattutto nello strato esterno del fusto.
Leggevo che The Corder Drum company con dei test comparativi aveva rilevato che si inizia a sentire la differenza tra un fusto con il rivestimento (wrap) ed uno identico senza rivestimento solo scendendo avvicinandosi ai 3 mm di spessore, ed oltre i 6 mm non c'è nessuna differenza apprezzabile.
Quindi è facile intuire che in realtà la finitura esterna di un tamburo medio di buona qualità sia poco significativa, se non per la resistenza all'usura e l'estetica.
Comunque l'interno del fusto è una parte che influenza il timbro del tamburo, anche con fusti molto spessi. Sulla superficie interna si riflettono infatti le onde acustiche, subendo una certa influenza a seconda delle caratteristiche della superficie (rugosità, durezza, ...).
Una finitura ad olio rende più liscia ed omogenea la superficie interna, pur non aumentandone la durezza. Il risultato sarà quindi un suono meno complesso, più squillante. Certo è sempre difficile spiegare il suono a parole, è facile fraintendersi coi vari termini...
Tirando le somme, l'olio non fa male, anche se non necessariamente fa bene... In pratica è meglio aver chiaro cosa si vuole ottenere prima di utilizzarlo come finitura.
