Si è detto (giustamente) che l'accordatura del nostro strumento
è una cosa personale, soprattutto la ricerca del suono, ecc. ecc.
In modo particolare si è sempre sottolineato il fatto che per il
raggiungimento di tale suono ognuno persegua un proprio metodo.
Una regola fondamentale mi sembrava però codificata e resa (quasi
obbligatoria): stringere i tiranti a croce, seguendo un certo ordine e
soprattutto sentire,picchiettando che la pelle in prossimità delle viti avesse il
medesimo suono.
Fatta questa premessa, ultimamente ho visto e(sentito) da fonte autorevole,
un metodo veramente diverso:
1) Appoggiare la pelle e stringere le viti (a mano) , e fin qui...
2) Con la chiavetta in senso orario o antiorario stringere, in successione,
(per esempio da 1 a 6), dando 1/4 di giro (non di più) tutti i tiranti.
3) Ripetere l'operazione (sempre uguale), picchiettando (notare) in
CENTRO al tamburo ,fino a raggiungere il suono desiderato.
4) La stessa cosa con la pelle risonante, ma ascoltando le variazioni,
sempre battendo sulla pelle superiore.
Mi è sembrato un metodo veloce,efficacie e con risultati sorprendenti.
Dipenderà anche dalla qualità del tamburo, ma con pochissime escursioni
ho visto variazioni timbriche incredibili.
Cosa ne dite? (sarà il metodo o lo strumento?)



