poi ora sente pure la pressione pre elezioni, quindi ne esce con queste sparate. In queste settimane ne vedremo delle belle

Rimini - "Voglio subito chiarire un punto. Vi rassicuro che non c'é alle porte una nuova tangentopoli ci sono semmai casi che vanno perseguiti e sanzionati". Lo ha detto Silvio Berlusconi in collegamento telefonico con il convegno di rete Italia.


Un'associazione a delinquere che ha utilizzato due società quotate in Borsa, Telecom Italia e Fastweb, per creare un danno al Fisco di 370 milioni e, gestendo un flusso di denaro di oltre 2,2 miliardi di euro, ha creato fondi neri e ricchezze all'estero.
La 'ndrangheta è entrata anche nel Parlamento italiano. Ha un suo autorevole rappresentante, il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo per il quale la Procura di Roma ha chiesto l'arresto. La misura cautelare è stata chiesta per Di Girolamo perché il senatore "risulta organicamente inserito nell'associazione criminale con incarico di "consulente legale e finanziario"




Caso Mills, il pg in Cassazione
"La corruzione è già prescritta"
La procura ha chiesto che sia dichiarato prescritto il reato di corruzione in atti giudiziari contestati all' avvocato inglese. La sentenza, attesa per oggi, sarà decisiva anche per il processo a carico di Berlusconi. Il giudizio era stato congelato dal lodo Alfano



Decreto milleproroghe e tagli ai contributi per l'editoria: il governo all'attacco dell'informazione indipendente.
Proprio nei giorni in cui esplode il caso Bertolaso, con il suo carico di scandalo e disgusto, mentre assistiamo da spettatori alle spartizioni di milioni di euro per opere pubbliche spesso inutili e inutilizzate (vedi il caso La Maddalena), il governo si volta dall’altra parte e senza vergogna dichiara che c’è la crisi e “qualcuno deve pur pagarla”: è il momento dei fondi destinati all’editoria di opinione.
Il governo, con in testa Giulio Tremonti, aveva promesso un emendamento (il 2.0.7) in cui si sarebbero salvaguardate tutte quelle realtà più piccole che vanno dalle testate indipendenti al no profit ai quotidiani come Il Manifesto e il Secolo d’Italia, che contribuiscono e di molto al pluralismo dell’informazione italiana, già umiliata e calpestata abbondantemente negli ultimi anni. Invece no.
Nel decreto Milleproroghe, approvato ieri con la fiducia e un testo blindatissimo, c’è la condanna di un’informazione almeno parzialmente plurale. Uno dei punti chiave del provvedimento è l’abolizione del diritto soggettivo. Vediamo di cosa si tratta.
Il diritto soggettivo permette a ciascuna testata di conoscere i criteri e la somma stabilita a cui poter accedere, e quindi permette di programmare il lavoro. Questo consente anche alle testate di utilizzare il contributo pubblico come garanzia per ottenere dei prestiti bancari, poi saldati alla fine della stagione.
Il finanziamento pubblico infatti arriva l’anno successivo all’attività svolta; quindi adesso le testate aspettano il rimborso per il 2009. Eliminando il diritto soggettivo, che permetteva di conoscere la vera entità del contributo pubblico, si tagliano le gambe a quelle realtà che ogni giorno lottano con il bilancio e con il loro lavoro danno tanta qualità in più all’informazione.
Passata al senato, la battaglia si sposta alla Camera. E, mentre, come ricordavamo ieri, Mediaset e i suoi proprietari si ingrassano sempre più si ricorre alla comoda “crisi” per togliere anche quel poco a delle testate importanti. Crisi chirurgica, verrebbe da dire: ma chi volete prendere in giro?
Anche nel Pdl, si levano voci preoccupate quando non apertamente contrarie, che come solito arrivano dall’ala ex An vicina a Fini; dice Alessio Butti:
Il governo trovi un provvedimento per il ripristino di un diritto leso, un diritto che va restituito. Stiamo facendo questo intervento a gamba tesa.



potter ha scritto:quello che i tg non dicono:Decreto milleproroghe e tagli ai contributi per l'editoria: il governo all'attacco dell'informazione indipendente.
Proprio nei giorni in cui esplode il caso Bertolaso, con il suo carico di scandalo e disgusto, mentre assistiamo da spettatori alle spartizioni di milioni di euro per opere pubbliche spesso inutili e inutilizzate (vedi il caso La Maddalena), il governo si volta dall’altra parte e senza vergogna dichiara che c’è la crisi e “qualcuno deve pur pagarla”: è il momento dei fondi destinati all’editoria di opinione.
Il governo, con in testa Giulio Tremonti, aveva promesso un emendamento (il 2.0.7) in cui si sarebbero salvaguardate tutte quelle realtà più piccole che vanno dalle testate indipendenti al no profit ai quotidiani come Il Manifesto e il Secolo d’Italia, che contribuiscono e di molto al pluralismo dell’informazione italiana, già umiliata e calpestata abbondantemente negli ultimi anni. Invece no.
Nel decreto Milleproroghe, approvato ieri con la fiducia e un testo blindatissimo, c’è la condanna di un’informazione almeno parzialmente plurale. Uno dei punti chiave del provvedimento è l’abolizione del diritto soggettivo. Vediamo di cosa si tratta.
Il diritto soggettivo permette a ciascuna testata di conoscere i criteri e la somma stabilita a cui poter accedere, e quindi permette di programmare il lavoro. Questo consente anche alle testate di utilizzare il contributo pubblico come garanzia per ottenere dei prestiti bancari, poi saldati alla fine della stagione.
Il finanziamento pubblico infatti arriva l’anno successivo all’attività svolta; quindi adesso le testate aspettano il rimborso per il 2009. Eliminando il diritto soggettivo, che permetteva di conoscere la vera entità del contributo pubblico, si tagliano le gambe a quelle realtà che ogni giorno lottano con il bilancio e con il loro lavoro danno tanta qualità in più all’informazione.
Passata al senato, la battaglia si sposta alla Camera. E, mentre, come ricordavamo ieri, Mediaset e i suoi proprietari si ingrassano sempre più si ricorre alla comoda “crisi” per togliere anche quel poco a delle testate importanti. Crisi chirurgica, verrebbe da dire: ma chi volete prendere in giro?
Anche nel Pdl, si levano voci preoccupate quando non apertamente contrarie, che come solito arrivano dall’ala ex An vicina a Fini; dice Alessio Butti:
Il governo trovi un provvedimento per il ripristino di un diritto leso, un diritto che va restituito. Stiamo facendo questo intervento a gamba tesa.




Wow ... ma c'è anche scritto dei rapporti mafia-dell'utri?Con «iSilvio» si potranno avere a disposizione in un attimo i dati biografici del premier, un sunto della carriera politica ..

potter ha scritto:soul ... ho appreso la notizia in diretta live ieri pomeriggio alle 17,00 - diretta calcio su italia 7, emittente privata - dove il presentatore parlando a nome dell'emittente ovviamente, diceva che si rischia di chiudere i battenti a molte emittenti private per finanziare quelle pubbliche ...
dopodichè, ho cercato su internet ...
se sono tutte balle ... beh, non le ho scritte io sbagliate!!!


Nico34 ha scritto:In Lombardia corre l'igienista dentale del Cavaliere

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