Che dire, vedo sempre le solite affermazioni che sento in giro: i DT non hanno più nulla da dire da dieci anni e così via.
Io credo fondamentalmente che la gente si aspettava tutt'altro, che continuassero a fare le stesse cose, invece non è stato così. Si sono evoluti, né in meglio né in peggio: in qualcosa di diverso.
Eppure questo in pochi lo hanno capito. Ognuno di noi attraversa periodi della propria vita che cambiano radicalmente il nostro modo di essere. Ne è un palese esempio la "Twelve Step Suite", che a parer mio è uno dei capolavori assoluti di Mike Portnoy, il quale lungo 5 album (con concept a sé stanti) ha portato avanti un vero e proprio concept.
A dire il vero credo che in pochi abbiano capito i DT negli ultimi dieci anni, perché sono diventati criptici, parecchio. E questo da Train Of Thought lo si vede già dalla copertina, una foto del più folle dei fotografi, Jerry N. Uelsmann. Se vi dicessi che quello scatto è stato realizzato nel 1967 e non a photoshop?
Forse si, i DT sono diventati così criptici da non essere comprensibili così, semplicemente al primo ascolto. Ormai sono anni e anni che me li studio e vi posso assicurare che la parte più... Folle, è proprio quella che i più denigrano.
I DT potrebbero a mio avviso essere oggetto di studi universitari.
Innanzi tutto partiamo dalle fondamenta: I Kansas. Per capire a fondo i Dream, bisogna ancor prima conoscere i Kansas e la loro Weltanshauung. Le citazioni sono molteplici, e al di là di quella palese nel big medley di "Carry On my Wayward Son" (Dall'album Leftouverture del 1976), i DT hanno citato più e più volte questo favoloso gruppo ancora vivo.
Un esempio meno palese è il titolo dell'album "Once in a livetime" che va a parafrasare il pezzo dei Kansas "Once in a Lifetime" del 1988 tratta da "In The Spirit Of Things".
Un altro esempio di citazione può essere il finale di Octavarium che coincide quasi in toto con la fine di The Wall, seconda traccia del primo sopracitato album dei Kansas.
Questo è un esempio di quanto possa essere complesso conoscere i DT, perché per riuscire ad andare a fondo devi proprio infognartici...
E tanto per farvi capire quanto sono infognato ti faccio un esempio di una mia teoria che ha solide basi sull'uscita di Mike Portnoy dai Dream.
Le basi concettuali dei Dream Theater sono sempre state di tipologia onirica, dalle quali, in ogni pezzo, non riuscivano ad uscire.
Il ricordo di un'altra vita in Scenes from a Memory, il ricordo della madre in A Change Of Season, il coma irreversibile di Octavarium e così via. Mai una volta veniva data una via di uscita da questo teatro del sogno.
Con la 12 step suite invece Mike ha posto l'unico punto e a capo dei DT. L'unica uscita possibile nel reale. La 12 step, come già detto, parla del periodo dell'alcoolismo di Mike. Quindi una sorta di trappola mentale, all'interno della quale ogni alcoolista è prigioniero.
Con l'ultima parte di questo capolavoro Mike ha chiaramente detto "ne sono uscito e non ci ricascherò mai". Un'uscita dal sogno, dalla trappola mentale dell'alcool.
Ripeto, l'unica uscita dal teatro dei sogni. Questo a mio avviso ha determinato la fine dei dream theater, vera e propria, perché ormai Mike, ha detto quello che voleva dire. Tutto. E a mio avviso, l'opera intera dei DT è un capolavoro.
Spero un giorno di avere tempo per mettermi al lavoro e scrivere un libro sull'argomento, perché quello che mi hanno dato i DT in 16 anni che li conosco non possono essere riassunti in un misero post...
Detto questo, personalmente considero i DT morti. Mike era l'anima e la mente del gruppo. Non per nulla sulla batteria viene rappresentato come "The Octopus", nuovamente l'octavarium che torna nella loro numerologia.
Se ai DT si unirà qualcuno del calibro di Minneman, o Lang, sarò ben felici di ascoltarli, ma per me si chiameranno Dream Theater amputated version.
