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Batteria in pioppo pellata a dovere

La sezione per discutere sul nostro strumento.

Messaggioda Augusto il dom dic 26, 2010 10:32 am

Leggo molto di batterie nei vari tipi di legno, nelle loro diverse caratteristiche.

Alla fine è evidente come le differenze siano davvero minimali, alla fine una normale batteria in pioppo PELLATA A DOVERE suona benissimo.
Mi riferisco a un batterista di medio livello con ancora molto da imparare, anche a livello di orecchio.

La domanda è questa (ho cercato eh):
vale così la pena di spendere il doppio a volte anche il triplo per una batteria interamente in acero rispetto a una in comune pioppo?
Il limite di quest'ultime mi sembra di aver capito che sono le pelli, per mantenere un prezzo concorrenziale montano pelli di cane.

Però gira e rigira in betulla vanno benone, in acero idem, addirittura tanto non sentono differenze.

Insomma, è una provocazione.
Leggendo tanto sul forum sono arrivato alla conclusione che pioppo o baobab dell'Antartide la differenza è poca. Pelli buone e tanto polso.
Almeno per la maggioranza di noi.

O no?
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Messaggioda MASTERCUSTOM il dom dic 26, 2010 11:16 am

Secondo me ti sbagli di grosso , le differenze non son per nulla minimali anzi, magari quando sarai piu' pratico, e sentirai l'esigenza di un determinato strumento, ti rimangerai questa affermazione :wink:
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Messaggioda Pippo il dom dic 26, 2010 11:43 am

Il costo di una batteria non dipende tanto dal tipo di legno quanto dal livello della realizzazione,
Quanto alle differenze tra i vari legni, secondo me sono poco importanti. Contano MOLTO di più, nella definizione del suono, l'accordatura, le pelli, il profilo dei bordi, le dimensioni dei tamburi e il tipo di cerchi, oltre che il tipo di costruzione, massa dei blocchetti, eccetera. A hquesto proposito mi piace citare una frase secondo me molto illuminante di Steve Smith, il quale, pure essendo abbastanza pratico :mrgreen: dice, parlando dei suoi due set Sonor, uno in acero ed uno in betulla, che lui sente soltanto una differenza minima. "My East Coast kit, stored in New York, is made of Birch and my West Coast kit is Maple. I hear only a very minor difference in sound, the birch kit has a slightly shorter decay, both sound incredible. " (http://www.vitalinformation.com/steve/setup_2.html).
Le differenze pootrebbero essere stimate in modo obiettivo soltanto in modo strumentale, oppure tenendo le due batterie da confrontare nello stesso locale. Anche così, le variabili sono talmente numerose che a mio giudizio una valutazione obiettiva è praticamente impossibile.
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Messaggioda il magico alverman il dom dic 26, 2010 11:53 am

Come ha detto Pippo , contano molto di piu' pelli accoedatura, bordi e meccaniche del tamburo.
La differenza tra i legni , bisognerebbe farla prendendo due batterie , identiche per meccaniche , pelli, accordatura , costruzione, che differiscano solamente per il legno, e gia' qui vi voglio...
Andrebbero poi poste in camera anecoica, nella stessa posizione, ed effettuate misurazioni, con analizzatore di spettro, ovviamente stessa attrezzatura di misura.
Ma vi sembra una cosa fattibile ?
Aggiungeteci poi il gusto sonoro personale, e che alla fine e' determinante, e il quadro e' completo.
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Messaggioda TND-storm il dom dic 26, 2010 11:59 am

Il punto non è tanto acero, betulla, pioppo o altro tipo di legno, quanto la qualità costruttiva nel complesso.
Il legno è importante per il timbro dello strumento, ma è fondamentale che il fusto sia a posto strutturalmente e che la lavorazione sia accurata. Se il fusto è ovalizzato, i bordi sono storti o tagliati male et similia il tamburo suonerà male o sarà un inferno da accordare, indipendentemente dalle pelli e dal legno usato. Anche l'hardware ha la sua importanza, sia pratica che acustica. Se i blocchetti son fatti male e sferragliano o i cerchi sono deformati ci sono problemi di suono, se poi i blocchetti sono fatti male e non tengono l'accordatura, (o non scorrono bene e tendono a grippare, ecc...) ci sono problemi pratici nell'uso dello strumento.

Ho una Tempo Jazz in betulla pagata sui 250€ meccaniche incluse che mi è arrivata con quasi tutti i problemi immaginabili... Fusti ovalizzati, bordi storti, finitura approssimativa, hardware leggerino ed esteticamente poco curato (anche se funzionalmente tutto sommato decente, almeno per il prezzo), pelli agghiaccianti. Anche ripellata sarebbe stato un incubo ottenere un suono decente... Avendone la possibilità ho ritornito e rilavorato i bordi e a quel punto si poteva già ottenere qualcosa di decente (comunque mediocre come timbrica ma almeno non sgradevole da sentire).
Certo se quando vai a tornire quello che dovrebbe essere betulla (più morbida dell'acero) e gli utensili ti si consumano peggio che a lavorare il bronzo qualche dubbio sui materiali utilizzati ti viene... Avranno usato qualche colla al poliestere che ha inzuppato il legno a tal punto da non lasciare nulla delle caratteristiche originali di quel legno, tanto meccanicamente quanto acusticamente...

Alla fin fine il legno influisce marginalmente sul costo dello strumento, almeno se si rimane tra essenze standard e non si va su legni esotici, particolarmente duri o molto figurati. Questo comunque non implica che non ci siano differenze, anche e soprattutto acustiche, tra strumenti di diverso livello e fattura.
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Messaggioda MASTERCUSTOM il dom dic 26, 2010 12:28 pm

Influisce marginalmente sul costo il solo legno, anche se poi certe essenze costano parecchio in piu', tipo bubinga, jarra e legni esotici, e comunque a pari meccaniche ci son differenze timbriche notevoli
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Messaggioda TND-storm il dom dic 26, 2010 12:34 pm

PS: c'ho messo un sacco a scrivere il post e nel frattempo han postato Pippo e Alverman, con cui concordo per certi versi, però:

il magico alverman ha scritto:Andrebbero poi poste in camera anecoica, nella stessa posizione, ed effettuate misurazioni, con analizzatore di spettro, ovviamente stessa attrezzatura di misura.
Ma vi sembra una cosa fattibile ?
Aggiungeteci poi il gusto sonoro personale, e che alla fine e' determinante, e il quadro e' completo.


Certo che è fattibile, ma a cosa servirebbe? Anche ottenendo lo spettro di frequenza caratteristico delle varie essenze, a parte per eventuali carenze timbriche evidenti (e distinguibili quindi anche ad orecchio), come stabilisci quello con qualità maggiore?
Non è questione di aggiungerci ANCHE il gusto personale, quanto che il gusto personale è alla fine l'unico parametro che conta, soprattutto considerando essenze adeguate ai nostri scopi. Tra l'altro se poi a uno piace un suono (ad esempio) totalmente fermo e stoppato, acusticamente di "qualità" pessima ma adatto al suo contesto particolare, l'intero discorso decade.

Se poi a me piace ad esempio un suono con tanti bassi non mi ci vuole un analizzatore di spettro per capire che idealmente è meglio puntare su mogano, noce o bubinga (ognuno poi con altre caratteristiche peculiari) rispetto all'acero. Vuol dire che questi legni sono meglio dell'acero? No, vuol dire al limite che sono meglio per me!

Che poi la gente in un live non si accorga se usi una batteria di un legno o di un altro è abbastanza scontato. Vi accorgereste voi se un chitarrista usa un'acustica con tavola armonica in abete rosso e fondo e fasce in mogano oppure una in cedro e palissandro? Probabilmente no. Vuol dire che sono uguali? No, sono sono sicuramente distinguibili. Il che non vuol dire che ascoltandone una capisci subito l'essenza, vuol dire che ascoltandone una e poi l'altra senti subito che c'è un abisso, o che anche ascoltandole separatamente ci sono caratteristiche timbriche facilmente individuabili.
Vuol dire allora che non ce n'è una meglio dell'altra? Neanche, perché il chitarrista ne avrà una che preferisce, almeno per quel contesto, e noi pure (ma magari non la stessa che il chitarrista preferisce).
Insomma anche se due batterie sono di pari livello (e costo) con caratteristiche differenti (tra cui l'essenza) non vuol dire che una vale l'altra. Quale sia migliore dipende dal gusto personale.
Poi tra due batterie di livello (e/o costo) differente di solito è facile individuare le differenze, acustiche e non. Anche qui però è soggettivo dire se vale la pena o meno la differenza di costo.
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Messaggioda markdrum61 il dom dic 26, 2010 12:58 pm

@TND: sempre puntuale ed esaustivo. è un piacere leggere i tuoi post. mi piacerebbe sapere cosa pensi della Saturn (maple - walnut).
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Messaggioda TND-storm il dom dic 26, 2010 1:45 pm

Mi pare una combinazione interessante, ma ho potuto darci solo qualche colpo all'essemusic quindi posso dire molto sul suono. Ho avuto una Orion per diversi anni e posso dire che le meccaniche sono veramente massicce, e la Saturn non mi pareva da meno. Anche il sistema di sospensione tom è uno dei più azzeccati in commercio, a mio parere.
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Messaggioda lollo il dom dic 26, 2010 4:03 pm

come han detto tutti...il legno è importante, ma prima di tutto la fattura di un fusto,suoi bordi, rotondità...e poi le meccaniche, un fusto senza meccaniche decenti non permetterà mai di avere una buona accordatura.
e poi...la scelta delle pelli, il mix giusto per far rendere al meglio i propri tamburi, ovviamente in simbiosi con la capacità di accordare.
mio esempio:
ho una pearl export ed è con me da quasi 20 anni, in parallelo ho avuto davvero maree di batterie....ma la export per i miei gusti e sua affidabilità,suono è quella che non mi ha mai abbandonato.
POCHI CAZZI TANTA BOTTA.
https://www.youtube.com/watch?v=2-V8kYT1pvE
(Il resto è solo tin...ti titin...ti titin...ti titin...) ;)
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Messaggioda il magico alverman il dom dic 26, 2010 5:45 pm

TND : con il mio "vi sembra una cosa fattibile " intendevo non certo che non sia possibile farlo, ma che non e' una cosa alla portata di tutti anzi lo e' per pochissimi, quindi alla fine del tutto inutile , se non per questioni di studio scientifico o ricerche.
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Messaggioda Pippo il dom dic 26, 2010 5:48 pm

Ma infatti... se una batteria è ben fatta puoi farla suonare come vuoi. Puoi suonare jazz acustico con la betulla e hard rock con la quercia, frega niente a nessuno, manco a chi suona. Vi assicuro che chinque di noi, bendato, non sarebbe in grado di riconoscere tra altre la PROPRIA batteria... provare per credere... Io sto suonando in acustico in un trio (con contrabbasso e sax) e la mia nuova batteria, una Yamaha in betulla con cassa da 20, va benone assieme al rullante Pearl Dennis Chambers in acero...
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Messaggioda TND-storm il mar gen 18, 2011 7:51 pm

Sono un po' OT ma visto che mi era stato chiesto un parere sulla Saturn, sono appena tornato dall'Essemusic dove ho preso un rullante usato (su cui monterò i cerchi in legno e che lascerò in una sala prove di Padova così da farli provare agli interessati), pensavo di prenderne uno tutto in acero ma alla fine in quella fascia di prezzo mi ha conquistato il Saturn.

Come suono è interessante, un po' più caldo e controllato rispetto ad un fusto in acero di pari dimensioni. Per il resto mi serviva un rullo con un hardware solido e un buon suono di partenza su cui lavorare e questo direi che ha tutti i requisiti. Se vogliamo l'unico difetto è il tendicordiera che ha un meccanismo di sgancio non eccezionale per i miei gusti, ma fa il suo lavoro.
A breve comunque lo smonto e faccio un bel checkup ai bordi, una sistematina per farli come dico io me sa che gliela darò. :wink:
Poi per i cerchi da abbinarci sono un po' indeciso se montarci su dei cerchi misto noce (che richiamano l'interno del fusto) o full bubinga (che probabilmente stanno meglio con l'esterno bianco sparkle)...
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Messaggioda mArCko il mar gen 18, 2011 9:50 pm

Augusto ha scritto:Leggendo tanto sul forum sono arrivato alla conclusione che pioppo o baobab dell'Antartide la differenza è poca. Pelli buone e tanto polso.
Almeno per la maggioranza di noi.

O no?


Noi chi???? tu sei l'unica pazzo a pensarloooo!!!!!!! :wink: :wink: :mrgreen: :mrgreen:
Ovviamente scherzo Augusto non prendertela male :D 8)
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Messaggioda dema il mar gen 18, 2011 10:08 pm

ciao ragazzi sono d'accordo con tutto quello che avete scritto io lo sostengo da sempre anche se molti dicono che il legno qua il legno la ecc... ecc...vorrei solo aggiungere una cosa che in molti sottovalutano secondo il mio modesto parere,si tratta della scelta delle pelli e soprattutto di capire che tipo di suono puoi ricavare da un tamburo, mi spiego meglio mi sembra che a volte si tenda ad avere un'idea del suono che si vorrebbe ottenere senza tener conto delle misure del rullo x esempio...idem x cassa non so se mi sono spiegato.
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Messaggioda Def - ora Mark91 il mar gen 18, 2011 11:08 pm

aggiungo anche il mio parere, è vero che il legno cambia alcune caratteristiche del suono.. ma alla fine è il batterista che ottiene il suono che vuole attraverso l'accordatura, la scelta delle pelli.. Anche due batterie a parità di legno e dimensioni dei fusti, possono suonare in due modi completamente diversi..
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Messaggioda mArCko il mar gen 18, 2011 11:30 pm

Ma è ovvio, perchè ognuno ha un modo di suonare tralasciando il vistuosismo.. ma io preferisco la batteria in acero a quella pioppo.. :D
Ultima modifica di mArCko il mer gen 19, 2011 1:50 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Def - ora Mark91 il mar gen 18, 2011 11:40 pm

concordo.. io infatti ho provato diversi legni, ma l'acero resta il mio preferito
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Messaggioda Pako90 il mar gen 18, 2011 11:46 pm

Oddio il "ma però" potevi evitarlo :x
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Messaggioda mArCko il mer gen 19, 2011 1:51 pm

Correggo subito.. :D :D :lol:
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Messaggioda Luigi.i il gio gen 20, 2011 5:55 pm

guarda la mia attuale batteria è in pioppo, non so come suoni con pelli decenti ma credo siano anche le rifiniture a modificarti il suono, quando gli stessi profili dei cerchi, dove si monta la pelle sono scheggiati, inspessiti, rovinati, troppo acuti, sperare di ottenere un suono accettabile è quasi una barzelletta, ora devo provare a concludere qualcosa con della carta vetrata, nella speranza che riesca a sistemare le scheggiature, appena posso passo all' acero, ho suonato diverse batterie in acero, il pioppo non regge il confronto..
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Messaggioda Pippo il gio gen 20, 2011 11:51 pm

Luigi, una batteria con bordi "scheggiati, inspessiti, rovinati, troppo acuti" suonerà male che sia di pioppo, di acero, di jarrah o di radica. Una batteria ben fatta suonerà bene che sia pioppo, di acero, di jarrah o di radica, o anche di plexiglas, bronzo o alluminio.
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Messaggioda Luigi.i il gio gen 20, 2011 11:58 pm

ok, morale della storia, posso buttare la mia batta xD
dici che con della carta vetrata posso cambiare qualcosa?
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Messaggioda Augusto il gio apr 04, 2013 8:43 am

'Sta cosa del pioppo mi è rimasta proprio qui. :D

Il pioppo delle Ludwig? Non ricordo se Epic o Legacy, ma mi sembra suoni da panico.
Parlando di solo legno, cosa cambierà dalla nuova Pearl Export per esempio? Al di la delle lavorazioni più o meno raffinate, c'è un abisso fra le due batterie.
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Messaggioda HCSA il gio apr 04, 2013 10:36 am

Ho provato giusto l'altro giorno la ludwig jazzette. Che se non vado errato è propio in pioppo. A parte che non mi è piaciuta, ti giro la domanda: vale la pena spendere 4- 500 euro x una lazzette in pioppo che con poche centinaia di euro in più porti a casa una club date o una renown maple? Poi se cerchi una batteria come muletto o per le prove o per altro va benissimo anche quella ovviamente.
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Messaggioda seccoe1 il gio apr 04, 2013 10:54 am

La batteria non c'entrava. John si sedette dietro un kit in miniatura: una cassa da 18", un rullante alto 4", un tom da 12" e uno da 14"... ed era quel suono! Rimasi annichilito da quello che stavo sentendo, e da come lo stava suonando: da quel minuscolo kit stava uscendo il sound dei Led Zeppelin! »
Parlando del grande john bohnam. Questo è per dire che secondo me l'80% della batteria lo fa il batterista!!!
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Messaggioda HCSA il gio apr 04, 2013 11:05 am

ma si dai... è un cade che si morde la coda,
chi vuole solo auto nuove, chi le prende sempre usate, chi non spende niete tanto "microfonata" suona da paura lo stesso, chi prende legni sepolti per secoli sotto laghi di resine preistoriche.
il fatto è che ogni batterista è o una batteria in pioppo o in acero, e spesso lo è entrambe, negli anni di bonham non cera la ricerca che c'è adesso ne le pipe mentali che ci sono adesso, e probabilmente un forum sulla batteria non avrebbe avuto lo stesso senso.
peace
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Messaggioda bobobo il gio apr 04, 2013 11:06 am

Si ragazzi...ma le batteria di cartone esistono...non contiamoci chiacchiere... :wink:
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Messaggioda lucas77 il gio apr 04, 2013 11:22 am

secondo me:
-60 batterista;
-20 pelli;
-20 legno e meccaniche.

ovviamente e' una considerazione personale da batterista amatoriale...da suonatore da pub....e' chiaro che per un professionista anche una piccola sfunatura tra due legni diversi puo' essere importante!
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Messaggioda daitarnxxx il gio apr 04, 2013 11:28 am

Pippo ha scritto:Luigi, una batteria con bordi "scheggiati, inspessiti, rovinati, troppo acuti" suonerà male che sia di pioppo, di acero, di jarrah o di radica. Una batteria ben fatta suonerà bene che sia pioppo, di acero, di jarrah o di radica, o anche di plexiglas, bronzo o alluminio.


Concordo assolutamente.

La Ludwig che assemblai con tamburi in acero prima della ribordatura completa era un disastro accordarla e suonava male; la Sonor 2001 di mia sorella (che nella sua semplicità suona estremamente bene!) che se non sbaglio è pioppo gli dava le scarpe.

Dopo il lavoro sui bordi ha cominciato a cacciare il suo vero suono ed ora è una signora batteria!

Ho imparato a non dover mai più sottovalutare quest'aspetto all'acquisto di un tamburo...la ribordatura, soprattutto in caso di fusto vecchiòtto, è fon-da-men-ta-le!
"Più la sua vita è infame, più l'uomo ce l'ha a cuore; essa diventa allora una protesta, ogni suo istante una vendetta!"
(Honoré de Balzac)
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