quanto costa l'inps? il commercialista? e di iva pago soltanto il 10% del mio fatturato? ci sono altri costi?
per me è un mondo nuovo e sono totalmente ignorante in questo campo, se sapete darmi una mano e qualche dritta vi ringrazio!

E’ possibile che il committente (un professionista, una ditta..) ci chieda, per affidarci del lavoro, di aprire una partita IVA.
Farlo è molto facile e non cosa nulla …si va ad un Ufficio delle Entrate e si compila un modulino… L’ufficio rilascia un cartoncino con i dati anagrafici, il settore di attività e il numero di partita IVA, che si affianca al codice fiscale (che ciascuno di noi ha dalla nascita) e andrà indicato in tutti gli atti della nuova impresa o attività.
Le conseguenze possono però essere spaventose, se l’operazione non viene affrontata con la necessaria informazione e con l’assistenza di un commercialista o di un’associazione sindacale di categoria (artigiani, commercianti).
Chi apre la posizione all’IVA, infatti, diventa un professionista o un imprenditore a tutti gli effetti (fiscali, assicurativi, normativi): le leggi che deve rispettare, da quel momento in poi, sono un’infinità, ed in continua evoluzione. Non si può riuscire a scampare a grosse sanzioni se non ci si affida ad un commercialista o ad una associazione imprenditoriale di categoria (come la CNA per gli artigiani, la Confcommercio per i commercianti e simili..).
"costi fissi" legati alla tenuta di una posizione IVA sono elevati: bisogna dare l’incarico ad un consulente per la tenuta di una contabilità che, per quanto sia definita "semplificata" , semplice non è affatto (e questo costa più di un milione all’anno); ci sono poi almeno tre dichiarazioni annuali da presentare (Unico, IVA e IRAP) e una miriade di adempimenti minori, dagli elevati costi umani, al limite del danno biologico, e materiali.
I vantaggi, per i lavoratori autonomi marginali, sono nulli od esigui: chi creda di entrare nel libero terreno di caccia dell'ottimizzazione fiscale (=pagare legalmente meno tasse possibile) , se non addirittura dell'elusione o dell'evasione (=pagarre meno tasse di quelle effettivamente dovute, violando la legge), e di scorazzarci impunemente, sbaglia di grosso.
Non tutti i costi sostenuti sono deducibili, tra quelli astrattamente deducibili ce ne sono molti che potrebbero essere ritenuti dal fisco "non inerenti" in sede di accertamento e controllo (acquisti a scopo personale e familiare); infine, la deduzione di un costo sostenuto e inerente può "costare" al lavoratore più del vantaggio fiscale ottenuto, comportando un aggravio nella tenuta della contabilità da parte del professionista (che aumenterà le sue pretese di onorario…).














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