@ Herpes Hahahaha. Anche io, controllando tra gli ultimi post, cercavo qualcuno che lo avesse menzionato. Telepatia........
@Portnoy90 A modo suo è triste quanto "La strada". Il tema portante è la solitudine in entrambi i romanzi, ma le evoluzioni sono estremamente diverse. Mccarthy punta sul rapporto padre/figlio in un contesto post apocalittico, quindi è solitudine intesa come sopravvivenza, mentre la Agota gioca più sulla figura del personaggio "Sveviano". Quello che sconvolge nella trilogia è la scrittura, soprattutto ne "Il grande quaderno"(la prima parte della trilogia). Prosa asciutta, inquietante e stile nominale. Come si evolvono gli eventi poi, è qualcosa di magico e commovente. Ho specificato la questione del Fantasy perchè io stesso ho titubato leggendo il titolo del libro sullo scaffale della libreria.
Da un lato odio i fantasy, ma dall'altro ho un'irresistibile attrazione per gli autori dell'Europa dell'est, quindi l'acquisto è stato irrinunciabile. Direi che non sono affatto pentito! Goditi questa splendida storia.
P.S. Altro libro stupendo basato sempre sul concetto di solitudine è "Il sole dei morenti" di Jean Claude Izzo. Vista l'allegria di questa storia vi consiglierei di tenere una mano fissa sui coglioni mentre lo leggete perchè anche questo da quanto è triste porta sfiga. Buona lettura.
