Premesso che non bestemmio, sia perché non ne ho l'abitudine, sia perché la trovo una cosa volgare.
Apprezzo però moltissimo la "creatività" dei bestemmiatori seriali.
C'è una cosa che mi ha sempre incuriosito nel dibattito tra "peccatori" e "fedeli inde-fessi"

: quando si spara un peccato, conta più la forma o la sostanza?
Perché i vari "zio", "giuda", "cane", "due", ecc..., sono perdonabili, mentre chi usa la PAROLONA viene considerato un eretico maledetto da flagellare senza remore?
E se, per assurdo, nella lingua italiana la parola "dio" si scrivesse con la "z", allora l'odierno e tollerato "zio" sarebbe in realtà il bestemmione? Come la mettiamo?
