perandrea ha scritto:Con rammarico noto sempre nominare i soliti rullanti "metallici"; non sento mai nominare quella meraviglia di rullante che è il Tama King Beat anni 80.
So che mi odierai a morte, ma ahimé, lo trovo bruttissimo. Come hai già detto, in alcune parti "ricorda" il tale rullante ed il tale marchio famoso (e hai detto tu quale); ma poi in altre parti (i cerchi die-cast) ricorda un altro marchio famoso (quello del "great sound")... e così via.
In quegli anni (fine '70 - primi '80) il mondo - il mercato - era letteralmente invaso da prodotti giapponesi la cui "particolarità" era di NON avere una particolarità, ma bensì di copiare spudoratamente prodotti europei o americani, fossero automobili, moto... o batterie.
E la copia, oltre che "parassita" in sé - e quindi colpevole fin nel concetto - , era anche mal riuscita (insomma, BRUTTA), e quindi "colpevole" pure nella realizzazione. Però magari costava poco, ed era distribuita capillarmente, così alla fine ha soppiantato l'originale, condannandolo a morte: è proprio il caso dei marchi storici americani, che negli anni '80 hanno chiuso i battenti o hanno subìto batoste colossali, perdendo in competitività e in qualità.
Tornando al rullante, dimenticavo di menzionare il sistema tendicordiera "parallelo", altra brutta imitazione (proprio goffa nel disegno) di analoghi sistemi in uso all'epoca: Rogers aveva il Dyna-Sonic, Ludwig il Super-Sensitive, Slingerland lo SlapShot, diversissimi l'uno dall'altro e bellissimi da vedere; Tama - e Yamaha - fecero i loro primi sistemi paralleli scopiazzando e mescolando i suddetti.
Questo per quanto riguarda l'imitazione (e la bruttezza); poi c'è il fusto in acciaio, che nei primi anni '80 era il materiale che stava soppiantando l'alluminio nei rullanti di fascia "economica". Mah...
Sarà un mio difetto, ma preferisco di gran lunga quelli che chiami i "SOLITI" rullanti metallici (!!!).