Appena aderito in guisa ufficiale al concorso, non avevo la benché minima idea su cosa portare, su che cosa suonare; il problema è che il primo turno portasi sul groppone la tua presentazione, il tuo volto, la tua firma; non certo tutto di te, ma parte significativa.
Ecco, io sono un batterista [?] votato principalmente al jazz, un genere sconsigliatomi imperativamente da molti, conoscenti e non, ché secondo loro incongruente, inidoneo a contests di questa risma.
Alla fine, dopo tanto rimuginare, ho assecondato le opinioni degl'amici e ho portato un brano di matrice prettamente funk che avete votato in molti - chissà poi perchè.
Nel secondo turno, alla facciaccia dei denigratori, ho voluto avanzare l'approccio al jazz, anche se in versione piuttosto edulcorata ed "easy-listening" come quello della Yanofsky: anche qui una cascata di voti assolutamente insperati - sulla pertinenza di questi non mi sbottòno, lo sapete benissimo cosa penso di me e delle mie meschine performances.
Stavo per darmi al rock più inveterato quando ho incontrato la prodigiosa prestazione del nostro Pipia alle spazzole.
Nessun velo di dubbio sulla meritatissima gragnuola di voti che ha mietuto.
Sono arrivato quindi a questa risoluzione, che sembra banale ma in fondo non lo è:
non ci sono generi interdetti, devono essere le mani a piacere.
E dato che le mie "mani" non sono buone neanche per accendere il focherello del camino,
tanto valeva che mi cimentassi con il genere con cui ho maggiore
acquaintance, almeno in questo periodo di lavoro intenso con il mio quartetto.
Blues Minor, John Coltrane Quintet con esclusiva partecipazione della Africa/Brass Big Band; fiera appartenente alle sessioni che videro il Coltrane stringere sodalizio con la mitica Impulse!.
Un bellissimo straight, squisitamente grintoso; mi vergogno come una bestia ad aver osato doppiare Elvin Jones, ma non vi nascondo di essermi tutto sommato divertito - nell'atroce inconsapevolezza del momento...
http://youtu.be/Y47u9DVdaWU