da AnBra il sab lug 28, 2012 9:29 pm
Non vorrei sembrare l'avvocato del diavolo e non scrivo per difendere questo o l'altro negozio. Nè, tantomeno, voglio in alcun modo tediarvi con discorsi tecnici, ma vorrei solo chiarire un pò le cose, spero in modo semplice e comprensibile, riguardo la differenza di prezzo che si può trovare tra un negozio ed un altro per lo stesso articolo.
Alcuni di voi già sanno qual'è il mio "mestiere", che comprende anche spesso l'analisi dei costi e del mercato per i miei clienti.
Il prezzo finale è influenzato dai costi, che non sono costituiti dal solo prezzo di acquisto (che pure, come vedremo in seguito, può essere differente per lo stesso articolo), ma anche da molti altri fattori, come, per esempio, il canone di affitto dei locali, le spese per il personale, le utenze varie, le manutenzioni etc.; sono inoltre influenzati dal bacino della clientela e da molti altri fattori di mercato.
Ci sono delle logiche che vanno approfondite.
Tanto per farvi capire, avendo io clienti di diverse città vicine, il prezzo degli affitti dei locali commerciali in una delle città (che chiameremo A) è mediamente di 4/7 euro per mq/mese, mentre in un'altra città, distante solo una quindicina di Km. dalla prima, è già di 20/35 euro per mq/mese.
A questo punto uno sarebbe portato a pensare che i negozianti della citta con affitti meno cari possano vendere a prezzi più bassi (e così sarebbe a parità di abitanti), ma cambia anche il bacino della clientela: mentre nella prima vi sono circa 15.000 abitanti, nella seconda gli abitanti sono circa 120.000.
Di conseguenza i negozi della seconda vendono molto di più e possono permettersi di vendere a prezzi più bassi, con la conseguenza di attirare clienti anche dalle città vicine.
Cosa succede in pratica?
Succede che il negozio della città A comprerà dal fornitore solo due o tre pezzi di un determinato articolo, mentre quello della città B ne acquisterà almeno 50.
Per la quantità ordinata il negoziante della città A avrà dal fornitore solo un piccolo sconto, generalmente del 5/6%, mentre quello della città B avrà uno sconto almeno del 30/40%.
Conseguenza: il negoziante che avrà avuto lo sconto massimo potrà permettersi di vendere l'articolo ad un prezzo addirittura inferiore rispetto a quello di acquisto del commerciante B.
Alla fine quello che voglio farvi capire e che il negoziante con i prezzi più alti non è un ladro e quello con i prezzi più bassi non vi sta regalando niente, è semplicemente che i prezzi sono influenzati da molteplici fattori differenti.
Allo stesso modo, però, il consumatore finale è più che legittimato a ricercare il prezzo per lui più conveniente.