Non ho seguito tutto il topic, però mi trovo perfettamente d'accordo con quello che ha detto Matteo T nel primo post, e mi trovo anche con le sue visioni di batteristi (così come mi trovo con quelle che ha detto BonzoTheBest). E', probabilmente, la prima cosa che osservo in un batterista, ed il fatto che sia "caldo" o "freddo" va ad influire sul modo in cui lo osservo dopo. Vi spiego:
-"caldo": mi lascio trasportare totalmente dal groove o dai fill, senza pensare minimamente a cosa stia combinando tecnicamente, stacco il cervello, e punto tutto sulle orecchie; (l'esempio massimo per me è Luca Ferrari dei Verdena)
-"freddo": prevale il lato tecnico, sono meno trasportato emozionalmente, ma altrettanto interessato, mi fisso sulla tecnica, sulle combinazioni, etc; (Dave Weckl, oppure Enrico Matta dei Subsonica, per restare in ambito italiano)
-"caldo/freddo": purtroppo capita raramente di trovarne in giro, ma quando lo trovo, è una goduria. Sono trasportato dal groove, dal sound, ma al tempo stesso mi accorgo che stanno succedendo cose interessanti dal punto di vista tecnico e si attiva in me una compenetrazione perfetta tra cervello ed orecchie. (non chiedetemi perchè, ma a me viene in mente Burro, batterista dei Giardini di Mirò)
Forse ho detto una marea di cazzate, ma so che mi succede.

Drumsound Evolution 24x20 13x10 16x16, DS 14x6,5 in Acero
HH Ufip Natural 14"; K Custom Hybrid 19", K Crashride 20", Paiste 2002 Crash 24", Ufip Bionic Ride 21"
