da Gionz il lun set 03, 2012 11:03 pm
Caro Drum in, ovviamente è impensabile che, all'avvio di una fantomatica opera di recupero, l'ambiente possa risanarsi nel giro di giorni. Però queste condizioni non sono più accettabili. Voi, abitanti di queste zone, state pagando con la vita (vostra e delle generazioni future) il frutto di un compromesso sbagliato e della mancanza di uno sviluppo adeguato delle misure di sicurezza e salubrità.
Cosa si deve fare? Abbandonare queste terre? Scegliere tra lavoro e salute? Secondo me no, i lavoratori dell'Ilva devono andare avanti con la loro protesta, devono chiedere un impegno concreto a chi detiene il potere. Gli impianti devono essere adeguati e bonificati. Bonificare non significa però, sradicare l'apparato produttivo e distruggere l'economia regionale e nazionale, bensì riconvertire la produzione e modernizzare l'intero processo produttivo nel rispetto dell'ambiente, in modo di avere occupazione sia in fase di recupero che, una volta finita la bonifica, in una nuova fase produttiva al passo coi tempi. Servono soldi per questo ma è il solito discorso, spendere oggi per non spendere domani... Il peso delle cure mediche non è inesistente e grava in ugual misura sull'economia nazionale, senza contare che non so ancora per quanto i prodotti prodotti in tali condizioni potranno essere esportati e venduti in giro per il mondo...
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