da Taoprog il mer feb 06, 2013 2:31 pm
Ciao ragazzi, vi scrivo per una richiesta di pareri, consigli, critiche (costruttive e non) e tutto ciò che avete da dire su questa mia particolarità.
Anche se con una lunga interruzione per via di un'infortunio, ho cominciato a suonare da autodidatta molto tempo fa (più di dieci anni). Ho cominciato immediatamente con le classiche 7A della Pro Mark con la punta in legno (TX7AW). Sono andato avanti con questo modello per un sacco di tempo, fino a qualche anno fa, quando mi sono state regalate le signature di Portnoy (TX420N), che non mi sono piaciute ma hanno segnato un cambiamento: ho sentito il bisogno di una punta e soprattutto un'equilibrio lontani dalle caratteristiche delle mie solite 7A. Ho provato le 7A Vic Firth, per poi tornare alle Pro-Mark, poi un giorno mi è capitato un modello Vic Firth senza punta: fantastiche ma troppo grosse per i miei gusti. Poi di nuovo le 7A e più avanti le signature di Peter Erskine, la cui punta mi è piaciuta molto ma il problema era sempre lo stesso: dopo aver provato il modello senza punta, la punta non mi andava proprio più, nonostante io suoni prog, funk e a volte musica latina. Non ho trovato nessun modello sottile e allora ho continuato con le 7A, rassegnato... ma poi un giorno, in un negozio, vedo per caso le Zildjian Aero signature di Giovanni Hidalgo. Le prendo in mano e mi colpiscono immediatamente per la loro sottigliezza... ancora più sottili delle American Jazz, e molto corte, più corte delle 7A Pro Mark, perchè in effetti non sono bacchette per batteria ma sono destinate all'uso sui timbales. Vado via con la coda tra le gambe, riflettendoci... posso suonare la batteria con bacchette progettate per un altro tipo di percussioni? Dopo alcuni giorni mi capita di tornarci e le vedo di nuovo, e questa volta le prendo. 8 euro, non è una spesa enorme, vale la prova diciamo. A casa le provo, per curiosità... e arrivo ad oggi che ne sono completamente innamorato (sono bellissime alla vista oltre che fatte apposta per me come feeling), sento l'equilibrio che cerco, le sento davvero su misura fra le mie dita e non voglio rassegnarmi all'idea di non poterle usare come modello fisso: le ho provate sulla batteria acustica, l'unico inconveniente è rappresentato dal cambiamento del suono soprattutto sul ride e sul charleston (il tipo di legno è differente, sono molto molto sottili e la punta non è lavorata), ma sto valutando se, con i piatti giusti, questo problema potrebbe passare "inascoltato".
Ora, vorrei sapere come la pensate tutti voi in proposito. E' vero che le bacchette sono personali e la scelta è libera ed enorme, ma nel mio caso si tratta di bacchette che non sono destinate alla batteria e i miei dubbi convergono tutti su questo fatto. A parte il suono (su cui sto lavorando), mi piacerebbe avere i vostri pareri sulle questioni relative alla tecnica, l'impugnatura, la dinamica, i problemi pratici insomma.
Grazie a tutti!