non c'è da sentirsi pivelli, o piccoli

effettivamente rispetto ad altri lo siamo, lo sono, ma ognuno di noi nel suo "piccolo" può fare qualcosa, che accomunato a tanti altri diventa grande. Certo, alcune persone vanno ammirate e sostenute, perche sono tanto più grandi e pazienti di noi, ma anche noi possiamo fare il nostro.
Porto il mio esempio (non per fare show e cazzate varie, sia chiaro):
in casa viviamo con mio zio (fratello) di mamma, che è soggetto a sindrome di down, ha più di 60 anni, che per chi come lui significano anche 80, e ha anche l'alzheimer.
Stargli accanto non è facile per niente, soprattutto ora tra allucinazioni, rifiuti di ogni genere, e comportamenti non sempre spiegabili, eppure qualcosa la si fa, lo si coinvolge, lo si asseconda quando si può, e questo per far stare meglio lui, e quelle persone che per una vita se ne sono prese cura a costo di rinunciare alla propria "libertà", come mia madre, dovuta andare in pensione per continuare ad accudirlo (non fa NIENTE se non è accompagnato/seguito).
C'è da dire però che anche per lui e chi come lui, non è facile stare accanto a noi, che ci definiamo "normali" e che poi abbiamo ritmi sconvolgenti, ideali o valori spesso materiali e venali e che ci preoccupiamo cosi tanto di essere "Normali" (quale/i canone definisce cio, io ancora non l'ho capito) al punto da non accorgerci che le cose piu belle si trovano in quelle più semplici e "stupide", e che persone come mio zio vedono, colgono e apprezzano tranquillamente.
Siamo noi (a mio avviso) a non essere pronti per loro, e non viceversa.
Qualche volta ci si trova dinanzi a casi forse un po più fortunati... a scuola di musica vi è Daniele, soggetto down come mio zio, un amore di ragazzo. Trent'anni, cerca la sua indipendenza, essendo anche affetto da elevata sordità, eppure lo vedi muoversi con le altre persone abbastanza tranquillamente, o meglio, lui è tranquillo, gli altri non sempre. I genitori lo lasciano abbastanza libero.
Poi vai a vederlo suonare e ti spacca il culo, certo non andrebbe a metronomo neanche a pagarlo, ma in soli 3 anni ci ha fregati a tutti quanti e dico serio
Partecipa alle lezioni, agli incontri sporadici, le feste, le manifestazioni che facciamo, e non si trova MAI a disagio... perche maggior parte di volte ha attorno ha persone che lo trattano come uno di loro, solo (ovviamente) con qualche accortezza in più, ma senza tenerlo in una culla di cristallo da un lato o senza disprezzarlo ed emarginarlo dall'altro.
E li nel mio piccolo, c'è da sfotterlo come faccio con gli altri, da caricarlo o rimproverarlo quando fa cazzate (aspetta, le ha mai fatte?), renderlo attivo e partecipe nelle varie attività, insomma far capire a lui, e agli altri, che lui, è come lei, o come l'altro lui, o come me...
E quando nei suoi occhi vedi l'emozione, di stare con gli altri, a condividere una grande passione, che gli riesce come gli riesce... cazzo! I brividi a ripensare a tutte le volte che suona ai saggi...!
Se poi aggiungiamo che hanno una sensibilità e tante altre qualità (vedi la memoria) che noi ci sogniamo... mi vien da dire che siamo NOI le persone ANORMALI.
Altro caso è il figlio di due amici di famiglia, dottore lui, insegnante lei. Francesco, autistico, come il ragazzo del video postato da DIRTY.
Per i genitori è molto difficile stargli apprezzo, è in uno di quegli stadi belli "gravi" o alti, come dir si voglia, e rifiuta anzi quasi del tutto i suoi genitori, picchia il fratello più piccolino che povero è un amore, e nella sua innocenza primordiale subisce, dimentica, e torna ad amare il fratello per il solo fatto di essere nati dalla stessa madre (da qui vorrei ricordare come il senso e l'istinto animale dell'uomo siano talvolta più puri veri e sinceri di quella che noi chiamiamo intelligenza).
I genitori anche fanno l'impossibile, tra associazioni, case famiglia, e chi più ne ha ne metta, e si, bisogna esser fortunati a trovare persone sensibili, che non speculino addirittura su certe cose.
Il mio piccolo lo faccio anche qui, ognitanto andando a fare da babysitter

(si lo so non mi affidereste neanche il fratello/sorella a vedermi in faccia) e sincero, c'è da metter a dura prova i nervi talvolta... ma quando poi lo vedi ridere grazie a un tuo gioco, a un tuo seguirlo in qualcosa, si apre un altro mondo.
Un mondo di emozioni che io amo, che scopro nel suo sorriso e sguardo, e in quello della madre, rasserenata per un paio d'ore e magari sorpresa che un'estraneo riesco ad avere tanta empatia e carisma sul figlio.
Sono queste le cose che cerco, non a caso sono in estremo disagio quando mi vogliono pagare, e infatti fin'ora non ci sono ancora riusciti
Beh scusate per il romanzetto, ma volevo un po condividere piccoli esempi di quotidianità che nel mio piccolo arricchiscono la mia anima e il cuore di altri, e che sono fattibili da ognuno di noi.
Possiamo essere tutti degli eroi, senza stemma e senza mantello, e non per forza con persone che hanno una qualche disabilità, ma anche con una persona che è triste, anche uno sconosciuto, dove cio di cui ha bisogno è semplicemente qualcuno che con un megasorriso sulla faccia chieda come sta, lo faccia sfogare, o meglio lo faccia sorridere... e si anche uno sconosciuto, o almeno se vedo una persona per strada che piange, se ho quel momento di "pazzia" vado e chiedo

son faccia di culo

(per non dire che una mia storia è nata cosi

)