Come umiliare un musicista. Minicorso per proprietari di locali, promoter, proloco e gente in genere che vuole far soldi con la musica pur essendo infastiditi da essa.
Finalità
Risparmiare portando gli artisti al punto di non ritorno.
Benissimo, andiamo per gradi, iniziamo con la promozione dell’evento;
Chiedete con largo anticipo l’invio di curriculum, una decina di foto professionali in alta risoluzione e un centinaio di manifesti 100 per 70. Cominciate attraverso facebook e altri social network ad adulare il gruppo e a farlo sentire importante. Nell’invito siate accorti nel copiare pari pari i testi che loro vi hanno mandato avendo però la cautela di fare delle piccole aggiunte qui e là. Tipo: “forse il miglior bassista italiano” in modo che i colleghi lo ritengano un mitomane oppure robe semicomiche come “il cantante dalla voce devastante”. In questo modo le loro proteste saranno molto flebili e l’invito non verrà cambiato.
Finezza: utilizzate la loro foto più bella ma deturpatela con scritte pacchiane e invadenti con la scusa di pubblicizzare perbene la serata.
Il giorno del concerto
Fateli arrivare al concerto diverse ore prima, quando sul posto non c’è ancora nessuno in modo che possano osservare bene e con calma la locandina stampata in A4 con cartuccia esaurita dove spicca una bella foto in bassa risoluzione che avete scovato su internet a caso; meglio se manca qualche membro del gruppo e se lo sfondo è una pizzeria.
Abbiate cura o di sbagliare il nome per indispettirli (basta una lettera) o di sbagliare il genere per mandarli nel panico (se è jazz scrivete blues se è rock scrivete rockabilly per esempio).
Dopo essere arrivati con almeno 20 minuti di ritardo riferite che devono aspettare il fonico (che poi sarete voi o un ragazzino di 16 anni). Stoppate le proteste per la locandina con la frase “me le avete mandate in ritardo”. Il rotolo di manifesti intonso deve essere notato poco dopo debitamente appoggiato sopra a dei fusti di birra.
Sul palco deve mancare assolutamente almeno una cosa che vi avevano caldamente raccomandato: una spia, uno sgabello, un microfono.
Il soundcheck deve essere svogliato e frettoloso al tempo stesso perché “ora arriva la gente”.
Per la cena vi raccomandiamo una pasta scarsa, scotta e leggermente troppo salata. Abbiate il riguardo di fargli passare davanti piatti titanici di grigliate di pesce, lasagne fumanti e torte sacher intere.
Ricordate che un vegetariano per voi è una manna dal cielo, quindi fingetevi scocciati “perché doveva dirlo prima” inventate mille scuse e alla fine trafelati e sudati dopo venticinque minuti portategli delle patatine fritte molli (assolutamente no insalate o altro).
Il bere gli sarà addebitato a fine serata (ma voi non glielo direte assolutamente), quindi se rimangono sul vago portategli il vino più costoso che avete.
Colpo di classe: stappategli la bottiglia al tavolo con tono pomposo e un sorrisone, prendetevi del tempo per fare un brindisi a loro che finalmente “li si potrà sentire dal vivo” come se foste un grande fan. Pochi minuti dopo cambiate improvvisamente atteggiamento e guardateli da lontano come se vi stessero svuotando la cantina in tempo di guerra. Durante la cena mettete un disco di Biagio Antonacci.
L’esibizione deve essere più tardi del previsto (anche se li avrete fatti sloggiare dal tavolo con largo anticipo) e divisa in molti piccoli set in modo che il pubblico non possa mai entrare nel mood dell’esibizione.
Ma facciamo un passo indietro…
Nella scelta del giorno vi sarete premuniti di farla coincidere con la finale dei mondiali Italia-Brasile o con una gara automobilistica che blocca completamente il traffico cittadino.
L’alternativa più raffinata è quella di organizzare nello stesso posto una festa di compleanno di diciassettenni zuppi di ormoni, che conoscono solo David Guetta e che avrete saggiamente caricato a molla con giri offerti di chupiti dal nome sinistro tipo “Sbudellatore” o “Wild Sex” fatti con una mistura diabolica di sambuca, red bull, glen grant, gin scadente e karkadè.
In alternativa (ma solo se il gruppo fa jazz o brani propri) il compleanno potrà essere di una budria leopardata di sessant’anni dedita al karaoke e che esce con le amiche una volta all’anno.
Se c’è uno schermo piazzatelo alle loro spalle e proiettate video musicali, L’isola dei famosi, e Studio Aperto senz’audio per tutto il concerto.
Torniamo all’esibizione dunque.
Pochi istanti prima del concerto destabilizzate con pillole tipo “il batterista dovrebbe suonare solo con le spazzole”, “mi ridite i vostri nomi così vi presento”(ma poi non lo fate), “suonate piano” e subito dopo “fate divertire la gente”.
Ricordate di non guardarli nemmeno per un secondo mentre suonano fingendo di fare conversazione con qualunque cosa o persona. Considerateli solo quando, da una distanza di trenta metri, vi sbraccerete per indicargli la pausa a metà brano.
Una vostra collaboratrice (o in alternativa il buttafuori) dovrà richiedere più volte e a cadenza studiata di fare degli annunci umilianti come “prenotate la pastasciuttata di mezzanotte” o “tanti auguri a Giovanni”(che non c’è). Il grande classico della macchina da spostare è sempre buono ma assolutamente la targa deve essere inventata in modo che debbano ripeterlo diverse volte.
Se potete fate saltare la corrente con una certa frequenza.
Un’altra complice belloccia andrà verso il palco ogni 10 minuti chiedendo “una canzone bella”, “una canzone famosa”, “una canzone veloce” e “se si può abbassare”. Se disponete inoltre di un ubriaco del tipo “ballo e applaudo finché non cado sugli strumenti” siete a cavallo, non muovete un dito e attendete pazienti che si compia il destino.
Sul finale del concerto cominciate a fare gesti senza senso verso uno dei musicisti in modo da indurli all’errore o alla pazzia. Il batterista è una delle vittime migliori di solito perché andando fuori tempo trascinerà con se tutti gli altri in un magma di ritmi imbarazzanti.
Sicuramente grazie a questi semplici consigli l’ultimo brano verrà suonato ad ora tarda, male e di fronte a un pubblico dallo sguardo assente. L'autostima dei musicisti si sarà ora totalmente sgretolata.
Al momento del pagamento, mentre fingete di contare pochi spiccioli, dopo la frase “vado a recuperare gli altri soldi” sparite per almeno mezzora. Alla fine verranno certamente a cercarvi; bisogna che vi facciate trovare intento a pippare cocaina o in alternativa a guardare la televisione (ottimo una partita di tennis o di golf).
Se avete operato bene ad un certo punto qualunque della serata a uno o più di loro salteranno i nervi e si arriverà alle parole e, possibilmente, ai fatti.
Ora, dovete farvi trovare prontissimi; infatti i vostri testimoni/complici devono essere: due o più energumeni, un bambino addormentato su una sedia, due ubriachi vestiti eleganti di cui il primo si spaccia per avvocato e il secondo per primario di chirurgia (così a casaccio per confondere).
Il bambino è molto importante perché a metà della lite si dovrà svegliare in lacrime gridando “aiuto mamma aiuto”.
Quando si sarà radunato un bel capannello di persone fatevi portare via a forza dal presunto avvocato minacciando denunce e gridando “pure i soldi in nero volevano questi” – potete anche dire la cifra ma deve essere almeno il triplo di quella pattuita.
Questa raffinata tecnica può essere usata per una stagione solamente dopodiché in quella successiva organizzerete un concorso di band emergenti di un anno pagandole in bacche e bucce di patata. Poi potrete ricominciare il giro. In bocca al lupo!
P.S.
Se avete a che fare con un gruppo di adepti di Gandhi non disperate, giocatevi l'ultima carta: l'Hotel.
Con la promessa che li pagherete la mattina seguente scrivete su un sottobicchiere già pasticciato le indicazioni stradali per l'albergo e spingeteli nell’oblio della notte da soli. Spegnete il cellulare dopo tre minuti. L’hotel deve essere ovviamente una bettola in culo ai lupi, sporca e inquietante e, cosa importante, ad accoglierli ci deve essere una povera guardia notturna (meglio se straniera e appena assunta) che non ha assolutamente facoltà decisionali. Infatti voi avrete prenotato una o più camere in meno in modo da far si che, dopo insistenze varie, il povero guardiano debba telefonare nel cuore della notte alla proprietaria (una vecchia razzista e alcolizzata che minaccerà di licenziarlo) facendo così sentire i musicisti dei prevaricatori spregevoli mentre lui balbetta con le lacrime agli occhi.
La mattina seguente presentatevi all'appuntamento in ritardo di due ore con la barba sfatta, le occhiaie violacee e il passo incerto. Per rendere tutto più credibile avrete passato la notte al night con due transessuali dai nomi esotici spendendo tutto l'incasso a champagne scadente. Scusatevi più volte con loro e aprite il vostro cuore confidandogli che di lì a poco dovrete chiudere il locale per debiti e che vostra moglie vi ha lasciato. La resa sarà a questo punto volontaria e incondizionata.
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Tristemente vero .. ma leggerlo mi ha fatto morire dal ridere
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