… e adesso la parafrasi.
Sono fisicamente lontano da voi ma ho emozioni dei vivi, voglio esprimermi su una canzone come un cantante.
Mi lascio andare ma voglio scrivere in metrica e in rima facile come per dare l'idea di una facile poesia, di un mediocre poeta.
Facendo questo già mi sono distratto, cosa volevo dire? Si, volevo dire che quello che sto scrivendo può essere canzone, non la voglio per me, perchè non so cosa farmene. Scritta al volo non saprei nè cantarla nè farne nulla, chi la vuole se la prenda. Eccola:
Una mattina un ragazzo non del tutto sobrio, lesse da qualche parte che era possibile che nessuno al mondo potesse avere torto. Ovviamente si trattava di un errore di stampa, cosa facile da capire per l'assurdità di tale affermazione. Ma lui invece ci credette veramente e volle crescere in questa assurda teoria, teoria mai esistita perchè si trattava di un errore di stampa che lui prese alla lettera.
Lui quindi cominciò a pensarci su e si disse che se nessuno aveva torto, tutti quanti, per forza, dovevano avere ragione. Se tutti hanno ragione, non hanno alcun senso né i tribunali, né le prigioni. Se nessuno ha torto e io dico il contrario di quello che dici tu, abbiamo comunque tutti e due ragione. Anche se io dicessi che voglio ammazzarti aprendoti il cranio con una scure avrei sempre ragione in un ipotetico mondo in cui tutti hanno ragione, (lo stesso se tu pensassi la stessa cosa nei miei confronti).
Di fronte una contesa, per esempio se in una strada devo passare prima io o prima tu, sceglieremmo la ragione di entrambi, così passeremmo contemporaneamente e ci scontreremmo.
Nonostante io riconosca la tua ragione (in un mondo ipotetico in cui tutti hanno ragione), e nonostante la riconosca a me stesso, evito di attraversare la strada mentre lo fai tu per evitare di scontrarti poiché sei corporeo e urtarti mi farebbe male. Scontrarsi sarebbe da stupidi anche se abbiamo tutti e due ragione. Allora, se prima il pensiero base di questo ipotetico modo di vivere era che tutti hanno ragione, adesso si formava un altro pensiero correlato, che anche se tutti hanno ragione, questo non migliora la situazione sui possibili rischi, non c'è garanzia di non essere danneggiati in un mondo in cui tutti hanno ragione, quindi è meglio fare campana, sia nel significato di fare molta attenzione, sia nel significato di mettersi dentro una campana di vetro per proteggersi.
Proteggersi, per evitare i rischi di questo mondo in cui tutti hanno ragione che sembrava come idea-teoria qualche cosa di meraviglioso. Cosa che invece non è perchè nonostante tutti possano pensare così, gli scontri possono sempre esserci, anzi, ci sono.
Tutto questo è come se fosse successo tanto tempo fa, nell'umanità o nel nostro percorso di crescita personale, in un evolversi che in realtà non è stato segnato dalla serenità ma da vicissitudini spesso turbolente (il temporale) in cui ci siamo trovati tutti insieme ma separati come gocce. Quindi nonostante il credere o il non credere alla teoria del “tutti hanno ragione”, alla fine ci troviamo separati nella tempesta della vita. Siamo tutti insieme come umanità ma per difesa siamo chiusi come noci in un guscio, somigliamo ad un sacco di miglio, dove tutti siamo insieme ma ognuno è ben separato dagli altri con la propria campana, con il proprio involucro-corazza.