Qualche anno fa, credo fosse il 2008, sono andato a sentire un concerto dei Jethro Tull, al Teatro Greco di Taormina.
Sono arrivato presto e sono entrato, quindi, fra i primi; in questo modo ho avuto l'opportunità di dare un'occhiata in giro per un paio d'ore, prima dell'inizio del concerto, e di seguire le fasi preparatorie.
Naturalmente la prima cosa che ho fatto è stata di andare a dare un'occhiata da vicino alla batteria di Doane Perry.
Mai l'avessi fatto! Mi sono subito innamorato degli elegantissimi e robustissimi blocchetti della sua Premier Artist e sono rimasto "intontito" dalla potenza della cassa (una 24"); il tecnico del service bestemmiava, perchè la cassa era "incontrollabile" e gli entrava in tutti i microfoni (ora lo posso capire).
Generalmente, infatti, nei DVD dei concerti che ho, Perry appare "ingabbiato" con i pannelli di plexiglass, ma evidentemente il service di Taormina non era attrezzato per tale evenienza.
Bene, tornando all'argomento, da allora ho maturato la decisione che una Premier me la sarei dovuta fare, prima o poi.
E l'occasione è finalmente arrivata: la settimana scorsa, per il mio compleanno, mi sono regalato una Genista maple stage 22, ordinandola direttamente, via internet, ad un grossissimo negozio inglese.
Perchè proprio in Inghilterra? Perchè lì (la Premier è inglese) costano molto meno che in Italia ed in più c'era in corso un'offerta di più di una ventina di queste batterie, assortite in configurazioni e colori diversi, con un ulteriore sconto del 20% e senza spese di spedizione.
Naturalmente sono andate a ruba: il primo giorno ce n'erano più di venti, all'indomani (il tempo di prendere la decisione di ordinarla) ne erano rimaste solo otto ed il giorno appresso erano già finite.
Avevo pure segnalato l'offerta nella chat, ma nessuno del forum ne ha approfittato.
Ed ora veniamo alla batteria.
Il marchio Premier ha attraversato un lungo periodo di crisi (durato un ventennio), ma ai miei tempi era al top.
Usavano Premier Phil Collins, Carl Palmer, Nick Mason, Bill Bruford, Keith Moon, Mitch Mitchell, Ringo Star e molti altri.
La qualità non è mai mancata, comunque, anche negli anni di crisi ed i modelli di punta hanno avuto alterne vicende: la Genista prima ha cambiato nome in Artist per poi, dal 2012, riprendere il nome col quale è conosciuta come pietra miliare della storia della batteria.
E dal 2012 è stata introdotta la versione in acero, che arricchisce col suo calore il suono già eccezionale della batteria.
Viene prodotta sia in acero che in betulla, in diverse configurazioni e colori e, per non dilungarmi, rimando al sito
http://drumset.premier-percussion.com/catalogue/drumsets/genista-seriesOra passerei a parlare direttamente di quella in mio possesso, soprattutto per trasmettere le impressioni "di prima mano".

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La batteria arriva imballata in due scatoloni, contenenti i fusti e le meccaniche completamente smontate.
Ho acquistato altre batterie nuove, ma mi sono arrivate scomposte in pochi pezzi; questo, invece, sembra un kit del fai da te: tutto è da montare da zero (senza istruzioni, naturalmente). Nel kit sono compresi molti tiranti in più, un pacchetto con una cinquantina di rondelle di scorta e persino due bloccheti di riserva.
Le cose che colpiscono a prima vista sono la bellezza della finitura laccata e l'eleganza, accompagnata da una elevata robustezza, delle meccaniche (tutte die cast, dai rims alle graffe della cassa). I cerchi sono superhoop da 2,3 mm.
I fusti (sette strati di acero - 5,7 mm. di spessore) sono laccati anche internamente (come d'usanza della Premier), i bordi hanno l'esterno arrotondato e l'interno tagliato a 45°; sono sottodimensionati di 3 mm. per permettere un miglior contatto pelle-fusti (questo, sinceramente, mi lascia perplesso perchè non noto alcun particolare aumento della risonanza).
Altra caratteristica le memorie: a differenza di tutte le altre batterie con sistema "Tama" che ho posseduto e con le quali è molto difficile evitare che i tom si tocchino, qui le memorie sono una parte del blocco stesso ed assicurano una tenuta stabilissima.

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Per finire passo alle impressioni sul campo.
- CASSA
Le pelli fornite sono delle simil-powerstroke3 (con la risonante non forata); pur non spandendo, il volume è esagerato e lasciando la cassa vuota (come ho fatto di solito con le altre batterie) tira giù i muri, oltre ad essere sproporzionato rispetto al resto del set.
Ho dovuto inserire un cuscino Haead, appoggiato alla battente; inoltre ho forato col sistema DW la risonante (altrimenti il rimbalzo era incontrollabile): ho fatto sei buchi lungo la circonferenza, con una fustellatrice da 15 mm., a circa 4 centimetri dal bordo. Ora è tutto sotto controllo.
- TOM E TIMPANI
Le pelli fornite sono delle simil-pinstripe che smorzano troppo gli armonici, in una batteria che ha già di per se un suono molto controllato (sembra quasi betulla).
Ho provato vari tipi di pelle: le emperor ed emperor vintage, mie preferite, danno un suono troppo soffocato ed, alla fine, ho montato delle ambassador sabbiate battenti e clear risonanti.
Il risultato è ottimo per il 12" ed il timpano 14", ma ancora non mi soddisfa per il tom da 10": troppo controllato ed a me, specie il 10", piacce "canterino".
- RULLANTE
E' un 14x6 ed ho montato una ambassador anche qui, con una risonante evans hazy 200 perchè lo voglio molto sensibile sulle gosts. Risultato ottimo che mi ha fatto ricredere sull'impressione che i rullanti forniti con i set siano sempre scadenti.
In conclusione, penso che la Genista sia un'ottima batteria dal punto di vista qualitativo dei materiali, delle finiture e dell'hardware. Il suono è eccellente, molto controllato, preciso e quindi adatto anche a fare delle registrazioni di qualità, in studio.
Se avete domande o curiosità da soddisfare, resto a disposizione.