rino ha scritto:Non vedo perchè devo utilizzare uno schema che poco ha a che vedere con la musica ed è ingombrante su un foglio, magari accanto al testo della canzone che si sta eseguendo, quando con due notine scritte a mano in modo chiaro occupo meno spazio.
perchè il sistema tradizionale non è una panacea.
è ottimo per i virtuosi, se hai molti sedicesimi e trentaduesimi e suoni l'ottavino o il violino, riempi paginate che esprimonoi pochi secondi, quindi il consumo di carta è relativo a
quante note/pause scrivi.
questo da una parte è un bene, perchè su trentaduesimi e sessantaquattresimi il tempo viene dilatato e le note sono rappresentate con la stessa estensione delle crome, ecc... ma è pur vero che i musicisti quelle parti se le imparano a memoria, la lettura spesso è fittizzia nella grande velocità. quel tipo di scrittura è quindi ottimo per studiare perchè dilata il veloce e contrae il lento.
Ma proprio per questi motivi, dal punto di vista dello scorrere del tempo il pentagramma è una schifezza.
non rilascia una continuità nello scorrere, tanto per intenderci, applicarlo ad un nastro trasportatore sarebbe impossibile perchè ci sarebbe una continua accelerazione e decelerazione, una semibreve trascorre quanto 32 semibiscrome (e ralativo spazio nella carta).
La sequenza quindi viene meno, è controintuitiva, gli occhi devono volare e poi stagnare in un valore che dura 32 volte di più.
Un sistema a divisione temporale, come quello che ho postato, risolve la questione rappresentando un'estensione del tempo corretta. poichè ogni quadretto è uguale all'altro (mentre tra una barretta e l'altra nel pentagrama ci può essre un abisso).
poi io non sono un detrattore del pentagramma. per carità.
ma ne riconosco dei limiti, specie alla luce delle possibilità odierne.
solo per fare un es., nel carillon, in cubase, nel disco in vinile ecc..., il sistema di rappresentazione/esecuzione non è sul modello del pentagramma ma su quello della sequenza temporale.
che siano note midi, sequenze audio 01, rilievi metallici o vinilici.

e molti sono sensibili alle ragioni dell'orologio.